La scuola si mobilita

22/02/2010

A un attacco di tale portata – epocale sì, ma solo in questo senso – la risposta non può che essere proporzionata. Per contrastare la destrutturazione dell’istruzione pubblica che il governo sta con solerzia mettendo in atto, la riuscita dello sciopero generale proclamato dalla CGIL il 12 marzo sarà essenziale, ma poi occorrerà proseguire. Bisognerà continuare a sensibilizzare e mobilitare scuole, insegnanti, genitori. Questo il senso della lunga e ricca giornata in cui la Flc ha chiamato a raccolta, in una partecipatissima assemblea romana la scorsa settimana, il mondo della scuola secondaria superiore e a cui hanno partecipato anche rappresentanti dei partiti politici dell’opposizione e delle diverse associazioni che raccolgono genitori e studenti. L’occasione è stata offerta dall’approvazione in seconda lettura dal Consiglio dei ministri dei nuovi Regolamenti delle scuole secondarie superiori (anche se poi, di fatto, questi testi ancora nessuno li ha visti). Il segretario generale del sindacato scuola della CGIL, Mimmo Pantaleo, ha ribadito il giudizio fortemente negativo sui nuovi regolamenti che deriva, ha detto il sindacalista, “non solo dalle tante negatività che essi prevedono, ma dal fatto che essi si connotano per un forte impianto ideologico e “La contrattazione sociale territoriale
nel 2009 è stata fortemente condizionata dalle difficoltà economiche. La crisi ha prodotto e produrrà effetti pesanti sull’occupazione e sulle condizioni di vita di tanti italiani, e ci conferma un intreccio ineludibile fra politiche di welfare e di sviluppo. Non è un caso se i temi ricorrenti, oltre agli ammortizzatori sociali, si siano identificati con le principali voci
di spesa delle famiglie: tariffe, non autosufficienza, infanzia, casa”. Così Morena Piccinini, segretaria confederale della CGIL, ha presentato il primo Rapporto sulla contrattazione sociale territoriale, elaborato dall’organizzazione assieme all’Ires. A occuparsi di questo tema è uno specifico Osservatorio nazionale, nato il 28 luglio scorso e oggi pienamente attivo, che per il 2009 ha raccolto 121 documenti (82 accordi e 39 piattaforme). Nell’analisi emerge il carattere unitario dell’azione sindacale nei territori, la maggiore presenza di contrattazione nelle aree del Nord (in testa sono Lombardia ed Emilia Romagna), la forte presenza degli accordi “anti-crisi” (57 per cento del totale). Questi ultimi hanno riguardato sia il sostegno ai lavoratori e al loro per l’assenza di idee riformatrici. Un impianto che si palesa quando il ministro Gelmini sostiene che le scuole private debbono avere gli stessi finanziamenti di quelle pubbliche; quando con disinvoltura si afferma che non tutti sono fatti per studiare, e perciò va benissimo che qualcuno a 15 anni vada a lavorare e che ciò venga riconosciuto come formazione; quando ci si inventa il tetto del 30 per cento per gli alunni stranieri”. Sul palco si sono alternati insegnanti presidi e studenti: ognuno con un’esperienza di impoverimento professionale da raccontare.
La scuola reale, quella che ogni giorno si trova a dover far fronte non solo ai compiti gravosi ma naturali che la sua “missione” prevede, ma anche a tagli di risorse, crescente precarizzazione del personale e avvilimeno delle diverse professionalità. Nel concludere l’assemblea, il segretario confederale della CGIL, Fulvio Fammoni, ha ribadito che “lo sciopero del 12 marzo prossimo, indetto dalla CGIL, è un appuntamento importante anche per la conoscenza. È un periodo difficile, ne abbiamo consapevolezza, ma è un appuntamento che non possiamo mancare”.