«La scuola continui la mobilitazione Non fermiamoci ora»

14/04/2010

Uno sguardo al futuro della Flc-Cgil. Parla Mimmo Pantaleo segretario generale nazionale della Federazione nazionale della Conoscenza. Oggi a San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno) si aprono i lavori del secondo Congresso nazionale che termineranno sabato prossimo. Un anno di proteste, ma nulla è cambiato per la scuola, l’università e la ricerca. Il governo resta sordo, nondàrisposte e nonrassicura genitori e lavoratori. Gli insegnanti e i ricercatori, i precari, restano e sono categorie sotto scacco? «Questo governo sta distruggendo il sistema di istruzione, formazione e ricerca pubblica. Vuole superare uno dei moderni diritti costituzionali, il diritto all’apprendimento garantito per tutti e la possibilità di fare ricerca. Questo governo vuole andare aduncontrollo politico e alla mercificazione dei saperi».
Ipochirisultati ottenuticonlegrandi manifestazioni di piazza e le grandi lotte,non sono però causa della perduta unità sindacale? «Le difficoltà unitarie hanno pesato sull’incisività dell’azione sindacale. La Federazione dei lavoratori della Conoscenza (Flc-Cgil)non intende tuttavia condannarsi all’immobilismo. Andremo avanti con risposte forti e scelte responsabili per una più altra qualità della funzione della Conoscenza nel paese ».
LaFlc-CgilpropriooggiapreilsuosecondoCongressonazionaleaSanBenedettodel Tronto.Quattro giornate di lavori per difendere il lavoro e dare futuro ai diritti. Cosa si aspetta?
“Dalla Conoscenza, la democrazia” è il titolo della sua relazione. Ci anticipi la “lezione” sulla Costituzione? «Innovazione profonda dell’intero comparto della Conoscenza: scuola università e ricerca e Afam». In che modo, vista l’aria che tira? «Investendo. Proponiamo un incremento del 2% del Pil sulla scuola, l’università e la ricerca. Allo stesso tempo è necessario affrontare il tema del lavoro, a cominciare dalla precarietà». A tutt’oggi però l’università è strangolata dalla forte riduzione dei fondi, la scuola è stata ridotta ad una “scatola vuota” e la ricerca sempre di più silenziata. «I tagli e le riforme non possono andare insieme. Per innovare e cambiare occorrono grandi investimenti. La Conoscenza è un fattore strategico. L’atteggiamento del governo va esattamente nel senso contrario: per loro, la scuola statale e l’università pubblica sono un lusso che questo paese non può permettersi ».
Quindi, cosa proponete? «Investimenti e ritiro dei tagli. La Conoscenza naufraga se si procede con la mannaia dei tagli al personale docente e non. Lo scenario è drammatico. Il prossimo anno scolastico si aprirà con 25.600 docenti in meno;15mila Ata (collaboratori scolastici) in meno; un servizio di pulizie ridotto all’osso. Si tagliano ben 1,5 miliardi al fondo ordinario delle università italiane. Si insiste con la riduzione dei fondi alla ricerca che rende impraticabile
una maggiore stabilizzazione dei precari ed un piano di reclutamento straordinario per i ricercatori». Quale futuro per la Flc-Cgil? «Non fermarsi alla semplice azione rivendicativa e contrattuale e affermare la confederalità del sindacato. Continuare le mobilitazioni nel paese allargando sempre di più il consenso, dialogando con i movimenti di studenti, ricercatori, precari, genitori e associazioni professionali. Nello stesso tempo aprire una riflessione sul rapporto, molto diverso dal passato, tra rappresentanza sociale e rappresentanza politica. La nostra ambizione? Pur in una situazione non favorevole, osare innovative rivendicazioni che ricompongano il lavoro e affermino l’idea che formazione e informazione rappresentano i più straordinari mezzi per una effettiva inclusione sociale»