La rivolta dei commessi

01/04/2011

Doppia manifestazione contro il rinnovo del contratto senza Cgil

PER UNA mattina hanno lasciato scaffali, registratori di cassa e reparti frigo. E si sono ritrovati
chi all`Osmannoro, chi in piazza della Repubblica con lo stesso intento: gridare il disagio per un
contratto di lavoro che a breve sarà ancora più stretto dell`attuale. Sono stati diverse migliaia i lavoratori
del commercio che ieri hanno aderito allo sciopero di quattro ore proclamato dalla Filcams Cgil
per protestare contro l`accordo separato sul rinnovo del contratto nazionale. Fisascat Cisl e Uiltucs
Uil hanno già firmato l`intesa con Confcommercio. Mentre la Filcams Cgil non si arrende e anche
se non potrà impedire la ratifica del nuovo contratto, annuncia battaglia. Come ha fatto ieri per le
strade di Firenze con una doppia manifestazione: una nella zona della grande distribuzione con
partenza dal piazzale dell`Ikea dove interi reparti sono rimasti chiusi al pubblico – fino a quello
della Metro e ritorno; l`altra da piazza della Repubblica a Ponte Vecchio, dove hanno fatto sventolare
uno striscione lungo quindici metri con su scritto "No al contratto del commercio senza la
Cgil"; per finire poi con un carosello di slogan in piazza Signoria contro la giunta comunale.
LA VERTENZA è nazionale, ma in Toscana – e Firenze in particolare – i motivi della protesta
sono più forti a causa delle aperture domenicali considerate sempre più selvagge. Non a caso la rabbia
verso il sindaco che ha autorizzato l`apertura anche nel giorno di Pasqua è stata al centro della attinata.
E forse anche per questo l`adesione è stata più massiccia che altrove. Da questo punto di vista
la Filcams Cgil è molto soddisfatta e sfodera numeri di grandissima partecipazione: l`80% a Carrefour
e Ohi, addirittura il 95% a Piazza Italia, il 90% alla Metro e Firenze Fiera. Dal 70 al 75% nel
cuore del centro storico: Zara, Coin, Rinascente, Feltrinelli. Un po` meno all`Esselunga, dove secondo
il sindacato l`adesione allo sciopero si è fermata sotto al 50%: mentre per l`Esselunga non ha superato
l` l 1 % a Firenze e appena il 5% in tutta la Toscana. Ad aumentare la polemica, il sindacato ha
fatto sapere inoltre che per tenere aperti i supermercati fiorentini sono stati fatti arrivare dipendenti
da fuori provincia e addirittura da fuori regione. Nel merito, i lavoratori del commercio della Cgil
VERTENZA «Sono soprattutto le donne a lavorare nel settore, con orari sempre più pesanti»
protestano principalmente per l`aumento di appena 86 euro in tre anni; per i restringimenti sui
giorni di malattia; per il lavoro nei festivi e nelle domeniche. «Col prossimo contratto nazionale il turno domenicale non sarà più su base volontaria ma obbligatorio – protesta Laura, dipendente di Esselunga -. Ho 37 anni, un marito e due figli di tre e cinque anni. Mi dite quand`è che devo stare con la mia famiglia? Il mio supermercato per adesso apre solo l`ultima domenica del mese, ma se il Comune continua a
dare deroghe, le aperture straordinarie di moltiplicheranno. Ma qualcuno se ne accorge che sono in prevalenza donne a lavorare nel commercio? E non c`è nessuno che si rende conto che gli orari
che ci impongono sono impossibili per chi ha una una vita normale?». Il segretario fiorentino della
Filcams Cgil Barbara Orlandi ha detto che «se Cisl e Uil firmeranno la ratifica del nuovo contratto
dovremo costringere le singole imprese del commercio a fare dei contratti aziendali per ripristinare
quei diritti che il contratto nazionale ci ha tolto».