La ripresa non c’è, i consumi tornano a calare

25/11/2005
    venerdì 25 novembre 2005

    Pagina 15 Economia & Lavoro

    La ripresa non c’è, i consumi tornano a calare

      A settembre frenano le vendite al dettaglio. Previsioni pessimistiche per Natale

        di Roberto Rossi /Roma

          FRENATA – Per il viceministro Adolfo Urso «è un buon segnale» soprattutto per le «famiglie», per i commercianti, gli esercenti e i consumatori no. A settembre frenano le vendite al dettaglio. Secondo l’Istat la flessione rispetto ad agosto è stata dello 0,1%,
          mentre rispetto allo stesso mese del 2004 la variazione è stata positiva dell’1,1%.

            In particolare, secondo l’istituto di statistica, le vendite di prodotti alimentari sono aumentate su base annua dell’1,8% (contro un tasso di inflazione dello 0,1%) e quelle dei prodotti non alimentari dello 0,5%. Su base mensile gli alimentari segnano invece una variazione nulla, mentre i non alimentari registrano una diminuzione dello 0,2%.

              Il dato complessivo dei nove mesi dell’anno segna un lieve calo dello 0,2% (+0,2% gli alimentari, -0,6% i non alimentari), dovuto soprattutto alla decisa diminuzione del secondo trimestre dell’anno (-1,2%). Nel terzo trimestre si è registrata invece a livello tendenziale una lieve ripresa, con un aumento dello 0,3%. Anche su base congiunturale il periodo luglio-settembre si è chiuso con un dato positivo dello 0,2%.

                Guardando solo al mese di settembre, l’aumento tendenziale dell’1,1% è il risultato di variazioni positive sia delle vendite della grande distribuzione, cresciute del 2,2%, sia delle imprese di piccole superfici (+0,3%). Per quanto riguarda le vendite dei non alimentari si è registrata una crescita rispetto a settembre 2004 in tutti i gruppi di prodotti, ad eccezione delle dotazioni per l’informatica, telecomunicazioni, telefonia (-0,3%) e della foto-ottica e pellicole (-0,2%). Incrementi maggiori sono stati quelli dei gruppi di elettrodomestici, radio, tv e registratori e di supporti magnetici e strumenti musicali (per entrambi +1,5%).

                  Per il governo, per bocca del vice ministro Urso, si tratta di un segnale buono dovuto «all’effetto della Finanziaria che punta con determinazione al supporto delle famiglie più numerose stimolando la natalità».

                    Diversa l’opinione dei rappresentanti di settore. I segnali positivi di agosto, indica una nota di Confcommercio, «sono stati smentiti dal dato di settembre che ritorna negativo». Al netto della variazione dei prezzi, infatti, le vendite del commercio al dettaglio «evidenziano una flessione, seppur contenuta, dello 0,3% rispetto allo stesso mese del 2004, interamente imputabile al comparto non alimentare (-1,4% tendenziale)».

                    Per questo, secondo l’associazione, «appare difficile parlare di reali segnali di ripresa».

                      Più dura la Confesercenti. La flessione delle vendite, «la quinta dall’inizio dell’anno», è «il risultato di una situazione economica generalmente negativa, caratterizzata dalla diffusa sfiducia da parte dei consumatori rispetto al futuro». E contrariamente a Urso l’associazione è preoccupata per una Finanziaria «senza riposte» per famiglie e imprese.

                        Infine i consumatori si tratta di «un rimbalzo scontato». Studi di diverse associazioni – ha commentato Federconsumatori – portano a pensare che sarà un Natale gelatissimo, con un calo delle vendite di circa il 6%».