LA RINASCENTE: UNA PROMOZIONE AMBIGUA

26/04/2012

26 aprile 2012

La Rinascente: una promozione ambigua

Nel corso dell’incontro nazionale con La Rinascente tenutosi il 20 aprile scorso le organizzazioni sindacali hanno posto al tavolo il delicato tema dei messaggi che l’azienda usa per promuovere la fidelizzazione del cliente: una spilla con una frase ambigua che dovrebbe essere indossata dalle commesse.
Il dibattito è stato sollecitato dalla serie di articoli di giornali fiorentini delle scorse settimane in cui le lavoratrici hanno denunciato il comprensibile imbarazzo e l’umiliazione che questa campagna pubblicitaria ha portato tra le colleghe.
Un problema non solo fiorentino e, tra l’altro il messaggio pubblicitario viene utilizzato già da qualche anno, tanto che in altri punti vendita le lavoratrici si sono rifiutare già da tempo di indossarle.
“Abbiamo contestato” affermano la Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil “l’utilizzo di slogan a doppio senso che risultano svilenti della dignità delle lavoratrici, oltre che l’estremizzazione delle attività promozionali finalizzate all’attenzione al cliente.”

La responsabile risorse umane ha chiarito la posizione della Rinascente affermando che chi ha ideato la campagna promozionale non ha pensato alla possibilità di letture ambigue del messaggio e che appena scade la campagna verrà modificato lo slogan. Nel frattempo ha dichiarato che nessuno sarà obbligato ad esporre la spilletta.
L’azienda ha dimostrato massima disponibilità a confrontarsi con le lavoratrici e i lavoratori rispetto alle azioni promozionali e alle loro modalità attuative, fermo restando l’obiettivo indiscutibile che l’azienda ha, cioè quello di ottimizzare il servizio al cliente.
“Riteniamo soddisfacente il chiarimento avuto con la direzione aziendale” affermano i sindacati “e valutiamo positivamente l’apertura al confronto rispetto ad azioni che coinvolgono direttamente la quotidianità dei dipendenti Rinascente.
Auspichiamo di non dover più discutere questi temi al tavolo perché significa che nonostante tutta l’enfasi che si mette sul tema del rispetto della dignità delle lavoratrici, ancora oggi grandi aziende nazionali commettono errori di questa portata.