La Rinascente in sciopero

27/03/2002


Venerdì la protesta di trentamila dipendenti a sostegno della piattaforma

La Rinascente in sciopero
di 
Giovanni Laccabò

MILANO. Venerdì i 30mila addetti del gruppo La Rinascente sono di nuovo in sciopero per il contratto integrativo.Coinvolti i negozi dei marchi Rinascente, Auchan, Sigros, Cedis Migliarini, Colmark, Città mercato, Sma e Upim: il gruppo può benissimo onorare gli aumenti salariali perchè ha chiuso l’esercizio 2001 con un utile netto consolidato in crescita del 6 per cento, a 59,1 milioni di euro (55,7 nel 2000). Lo sciopero sancisce la ritrovata unità dei sindacati, dopo le divergenze dei mesi scorsi, sottolinea il leader Uiltucs Brunetto Boco: «il sindacato può marciare unito anche sui temi generali. Trovo vergognoso che si sia tentato di far passare come estremista Cofferati, uno dei dirigenti più maturi nella storia del sindacato». E ora si lotta: «Le proposte di Rinascente sono insufficienti: vuole ridurre i costi senza contropartite. Vuole rivedere i salari di ingresso, riferiti ai premi aziendali, anche il turn-over che al centro nord è elevato: da ogni mese di dilazione del premio l’impresa trae vantaggi. Abbiamo proposto un "elemento di gruppo" che, anche se variabile, è legato ad un meccanismo che garantisce la erogabilità in funzione perequativa rispetto a chi non dispone del premio aziendale». Ma Rinascente vuole la disparità di trattamento tra chi ha il premio fisso (in media 93 euro al mese, circa 180 mila lire) e chi invece ne è privo. Spiega il segretario Filcams Claudio Treves: «Proponiamo che i territori decidano scadenze e modalità della parificazione, ma l’azienda non solo non vuol saperne di parità, ma pretende di rinegoziare il premio basandolo su parametri incontrollabili da parte del sindacato».
Altri punti di discordia riguardano la normativa, come la pretesa di svilire il lavoro domenicale, declassandolo a «ordinario in via di principio», e dunque non volontario, per poi abbattere la maggiorazione sotto il 30 per cento del contratto nazionale. E inoltre Rinascente rifiuta di discutere di contratti part-time e a tempo determinato «ritenendo di poter agire alla luce delle norme che il governo si accinge a introdurre». La proposta aziendale del salario variabile – dice Boco – potrebbe essere accolta se si rafforza la partecipazione dei lavoratori potenziando le funzioni delle rappresentanze sindacali in particolare sulla organizzazione del lavoro, materia che però l’azienda non vuolegestire in esclusiva.
Lo sciopero di venerdì si trascina un ulteriore fattore polemico, segnalato da Treves: in alcuni negozi, sopratutto nei Colmark lombardi e veneti, i vertici hanno fatto indebite pressioni sul personale per indurlo a non aderire: «Sono offese gratuite che i lavoratori non meritano», dice Treves.