La riforma tenta il rush finale

18/03/2003





              Martedí 18 Marzo 2003

                    La riforma tenta il rush finale

                    Albi & mercato – Domani il sottosegretario alla Giustizia Michele Vietti incontrerà le categorie
                    MARIA CARLA DE CESARI

                          ROMA – Un tour de force attende domani pomeriggio il sottosegretario alla Giustizia, Michele Vietti, nel tentativo di far quadrare il cerchio della riforma delle professioni. A partire dalle 15, infatti, il sottosegretario si confronterà con le espressioni delle professioni regolamentate in Ordini (Cup, il Comitato degli Ordini, Adepp, l’associazione delle Casse, confederazioni sindacali), quindi con le rappresentanze delle Associazioni non riconosciute (Colap, il coordinamento di settore, Fita, la Federazione del terziario avanzato, e Unionquadri). A seguire ci sarà l’incontro con una delegazione di Confcommercio. Infine, potrebbe essere calendarizzato un vertice con le Regioni. Se il testo della riforma conquisterà sufficienti consensi, il ministero – spiega lo staff del sottosegretario – potrebbe decidere di trasformarlo in un disegno di legge di iniziativa del Governo che, a differenza dei progetti attualmente all’esame del Parlamento, avrebbe il pregio di delineare un sistema duale e dinamico, basato su Ordini e Associazioni. Tuttavia, per Vietti la strada appare ancora in salita. Già nei giorni scorsi il sottosegretario si è impegnato nell’opera di mediazione svolta nei giorni scorsi per bilanciare il testo consegnato dagli esperti nominati dal ministro Roberto Castelli, che in larga parte facevano riferimento alle diverse componenti del mondo ordinistico. In particolare, Vietti ha cercato di venire incontro alle richieste delle professioni non regolamentate, manifestando disponibilità a rivedere il collegamento tra Ordini e valori costituzionali, riservando alla legge la possibilità di attribuire privative e consentendo anche all’interno delle professioni con Albi le Associazioni, anche se prive del potere di certificazione nei confronti degli iscritti. Lo sforzo compiuto da Vietti potrebbe non essere sufficiente a strappare l’appoggio delle Associazioni, mentre ulteriori modifiche in senso "liberista" incontrerebbero il veto degli Ordini. Nei giorni scorsi le prese di posizione ufficiali sono state molto prudenti, anche per non assumersi la responsabilità di compromettere un confronto ancora aperto. Tuttavia, gli spazi di manovra per il sottosegretario sembrano piuttosto ridotti. Per le Associazioni l’ipoteca più pesante al futuro riconoscimento è costituito dall’ambito allargato delle prerogative degli Ordini. Il testo, infatti, codifica a favore degli Albi non solo le attività riservate agli iscritti, ma anche quelle che riguardano prestazioni con una connotazione qualificante. Da qui l’impossibilità di riconoscere eventuali professioni che si sviluppano "valorizzando" settori non coperti da privative, anche se in contiguità o in parziale sovrappozione rispetto al campo di operatività degli iscritti agli Ordini.