La riforma lavoro richiama le parti

16/10/2003

ItaliaOggi (Economia e Politica)
Numero
245, pag. 6 del 16/10/2003
di Teresa Pittelli


Oggi vertice tra il sottosegretario Maurizio Sacconi, i sindacati e le imprese sul decreto Biagi.

La riforma lavoro richiama le parti

Inserimento e contratti sul tavolo, ammortizzatori solo nel 2004

Al via gli accordi tra le parti sociali sulla riforma del lavoro. Dai contratti di inserimento per i quali mancano le norme transitorie alla complessa gestione del collocamento e dell’inserimento o reinserimento dei disoccupati oggi sindacati e imprese si confronteranno su molti aspetti contrattuali del decreto n. 276/2003 (cosiddetta riforma Biagi), che entra in vigore il 24 ottobre. Ma per i nuovi ammortizzatori sociali, che pure sono una parte integrante della messa a regime della riforma, bisognerà aspettare il 2004. Lo ha annunciato ieri il sottosegretario al welfare, Maurizio Sacconi, che oggi incontrerà le parti sociali, convocate dal ministero per gestire la transizione dalla vecchia alla nuova disciplina. Il ritardo sugli ammortizzatori sociali è uno dei maggiori motivi di perplessità dei sindacati sul riassetto del lavoro. E non solo in casa Cgil, ma anche per Cisl e Uil, visto che i 780 milioni di euro per i sostegni ai disoccupati erano previsti dal Patto per l’Italia.

Il vertice a via Flavia. ´Il governo è determinato a portare a casa il provvedimento 848-bis sugli ammortizzatori sociali e sulle modifiche all’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori’, ha spiegato Sacconi nel corso di un convegno organizzato a Roma da Business international, ´ma dopo l’approvazione della legge di bilancio’. Sacconi ha chiarito comunque che ´i 780 milioni ci saranno, certo non dal 1° gennaio 2004, ma a regime’. Sull’incontro di oggi il sottosegretario ha sottolineato che gli accordi interconfederali sono ´utili ma non necessari’ e servono a gestire il passaggio tra vecchio e nuovo regime su vari aspetti contrattuali, come i contratti a causa mista di formazione e lavoro, che sindacati e imprese vogliono più chiari quanto alle regole per il regime transitorio e agli incentivi alle aziende. Natale Forlani, amministratore delegato di Italia Lavoro (l’agenzia del ministero del welfare per l’occupazione), ha aggiunto che ´presto partiranno i nuovi incentivi alle imprese per la ricollocazione dei disoccupati di lunga durata e l’avviamento della Borsa continua del lavoro’. Un meccanismo già in sperimentazione per alcune province, da Milano a Bari, ma il cui funzionamento a tutto campo è legato all’effettiva riforma degli ammortizzatori sociali.

Pensioni, Lega contro An e sindacati. Sacconi ha anche chiarito che ci sono 18 mesi per discutere la delega sulle pensioni, che sarebbe dunque ancora aperta a qualche modifica. L’annuncio si iscrive nel segno della politica del dialogo con i sindacati messa in atto dal titolare del dicastero, Roberto Maroni. Ma ieri la maggioranza si è di nuovo spaccata sulla questione della gradualità della riforma, proposta da An e Udc. Il capogruppo alla camera del Carroccio, Alessandro Cè, ha ribadito il secco ´no’ della Lega. E ha sferrato un attacco ai sindacati che ´hanno dilapidato le risorse dell’Inps e adesso scendono in piazza’.