La riforma interessa 2 milioni di addetti

27/11/2001





La riforma interessa 2 milioni di addetti
ROMA – Una platea di circa 2 milioni di lavoratori. Le nuove regole ipotizzate dal ministro del Lavoro nella delega sull’articolo 18 potrebbero coinvolgere più o meno un numero di persone che sfiora il 15% del totale dei lavoratori dipendenti (15,7 milioni, compresi quelli della Pubblica amministrazione). È una prima stima per circoscrivere l’impatto che potrebbero avere sul mercato del lavoro la sperimentazione che Roberto Maroni ha inserito nel collegato alla Finanziaria. Una cifra che emerge analizzando il numero dei contratti a tempo determinato, che secondo i dati più recenti supera di poco il milione (sfiora 1,6 milioni se si considerano i contratti atipici in genere, più i contratti di formazione e lavoro), e le potenzialità dell’emersione dal lavoro nero: secondo alcuni ambienti imprenditoriali, le misure della Finanziaria potrebbero far emergere dai 300mila ai 500mila lavoratori, stime che secondo il ministero dell’Economia sarebbero ben più consistenti, fino ad arrivare a un milione (complessivamente il lavoro irregolare in Italia è stimato sui 2,5 milioni di persone). Sono due delle casistiche previste dalla sperimentazioni di Maroni: il suo progetto, contestato dai sindacalisti e considerato troppo debole dalla Confindustria, propone di non applicare sperimentalmente per quattro anni l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori (che prevede il reintegro del dipendente licenziato senza giusta causa), sostituendo la riassunzione con un risarcimento in denaro nelle aziende che emergono, per i lavoratori a termine, per le imprese che superano i 15 dipendenti. Quest’ultimo aspetto non è quantificabile: dipenderà dalle possibili nuove assunzioni o dalle eventuali riorganizzazioni di gruppi di imprese che non abbiano superato i 15 dipendenti per aggirare lo Statuto e facciano capo a un solo imprenditore. Sugli altri due, è possibile fare una proiezione della platea potenziale, prendendo a riferimento i numeri dei contratti a tempo determinato, i risultati dei contratti di riallineamento (poche decine di migliaia) e le previsioni sull’emersione. Ma la fotografia di chi potrebbe ricadere sotto le nuove regole va incrociata anche con altri dati, che riguardano sia l’identikit del lavoratore a tempo determinato, sia l’impatto dei ricorsi per licenziamento illegittimo. Saranno soprattutto i giovani e le persone sui 40 anni a ricadere nella sperimentazione dell’articolo 18: secondo le stime, i contratti a tempo determinato riguardano individui compresi tra i 25 e i 44 anni e sono più diffusi al Sud, dove un lavoratore su dieci svolge la sua attività con un contratto temporaneo. Si tratta soprattutto di qualifiche basse e ad essere più coinvolte sono le donne. Quanto ai ricorsi, nello scorso anno se ne sono conclusi 2.700 per estinzione del rapporto di lavoro, di cui 1.500 sono stati accolti (1.300 sono stati quelli in secondo grado). Si tratta quindi di una percentuale bassa se si tiene conto del totale dei lavoratori dipendenti.
Nicoletta Picchio

Martedí 27 Novembre 2001