La riforma delle pensioni in aula il 19

06/07/2004


         
         
         
         
        ItaliaOggi Primo Piano
        Numero 160, pag. 3 del 6/7/2004
        Autore: di Teresa Pittelli
         
        La riforma delle pensioni in aula il 19
        Il parlamento è pronto al rush finale
         
         
        La crisi della maggioranza sulla politica economica non sfiora la riforma delle pensioni che approderà il 19 luglio nell’aula di Montecitorio. La delega previdenziale non rientrerà, infatti, nel novero degli interventi sull’economia travolti dai veti incrociati tra l’asse An-Udc da un lato, e la Lega e Forza Italia dall’altro, che hanno portato all’uscita di scena del ministro dell’economia, Giulio Tremonti.

        A confermarlo è stato ieri lo stesso presidente del consiglio Silvio Berlusconi, che ha rassicurato i ministri economici della Ue riuniti a Bruxelles sulla prossima approvazione della riforma delle pensioni.

        ´La riforma è necessaria per ridurre il debito nei prossimi anni’, ha detto Berlusconi, ´e riceverà approvazione finale entro la fine del mese in corso’. E la maggioranza parlamentare è intenzionata ad accelerare i tempi: il provvedimento è stato infatti calendarizzato per l’aula il 19 luglio, mentre oggi alle 18 scade il termine per la presentazione degli emendamenti al testo, in discussione nella commissione lavoro della camera.

        ´Questa delega non sarà merce di scambio con altri provvedimenti perché è necessaria e ha un valore in sè’, dice a ItaliaOggi il presidente della commissione, Domenico Benedetti Valentini (An). Salvo sorprese dell’ultima ora all’esito della verifica di maggioranza, quindi, il parlamento è pronto al rush finale: poco più di una settimana di tempo per esaminare gli emendamenti, discutere l’articolato e licenziare il testo per l’aula entro lunedì 19.

        Niente tagli a pensioni e welfare. Intanto, è sfumata l’ipotesi di una stretta sulle anzianità tra le manovre di aggiustamento della spesa che Berlusconi ha portato ieri a Bruxelles. Lo stop alla misura, della quale pure si era parlato in via XX Settembre, è stato dettato dalla Lega, già sul piede di guerra per la porta in faccia sbattuta dal premier al ministro Tremonti, e dal netto no dei sindacati, che nei giorni scorsi avevano ammonito il governo ad accantonare l’ipotesi. ´Credo che la politica di rigore intesa come tagli sia sbagliata e socialmente ingiusta’, ha ribadito ieri Luigi Angeletti, segretario nazionale della Uil, secondo il quale ´il problema è aumentare lo sviluppo e smetterla per un po’ di parlare di rigore e monetarismo’.

        Determinante, inoltre, in merito ai tagli al welfare, anche la posizione di An. Gianni Alemanno, ministro delle politiche agricole, già ieri mattina aveva annunciato ai sindacati, in occasione di un convegno al Cnel dove era presente anche il numero due di Confindustria, Alberto Bombassei, che la manovra economica di 5,7 miliardi ´non avrebbe toccato in alcun modo’ lo stato sociale.

        Documento di Confindustria: concertazione al via. E l’incontro al Cnel ha offerto l’occasione alle parti sociali e al governo per fare il punto sulla concertazione. La proposta di far ripartire una nuova concertazione a patto di trovarsi di fronte un governo disponibile, arrivata dal leader della Cisl, Savino Pezzotta, ha incassato il sì di Alemanno, che ha rilanciato con l’ipotesi di ´un nuovo patto sulla competitività e lo sviluppo’ da stringere con le parti sociali. ´È evidente che dopo le dimissioni del ministro Tremonti che negava alla radice ogni forma di dialogo, è iniziata una nuova fase’, ha spiegato Alemanno, che ha indicato il Dpef come il primo banco di prova di politiche ´condivise’.

        Il numero uno di via Po, però, ha anche richiamato tutti al realismo, sottolineando che ´una vera concertazione avrà bisogno di un cambiamento del clima politico nel governo, oltre che di una maggiore coesione interna del sindacato’.

        Cgil, Cisl e Uil, infatti, dopo le divisioni degli ultimi anni, soprattutto sui temi del lavoro, stanno cercando di individuare obiettivi comuni da discutere con gli industriali.

        E domani, non a caso, il consiglio direttivo di viale dell’Astronomia definirà il documento da inviare ai sindacati per rilanciare il dialogo. ´Io penso a pochi e precisi obiettivi’, ha chiarito Bombassei, ´come la competitività e lo sviluppo’. Già da mercoledì, quindi, confederazioni e industriali dovrebbero fissare l’agenda degli incontri. (riproduzione riservata)