La riforma degli Ordini parte tra le polemiche

12/11/2000

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Repubblica.it
Pagina 35
La riforma degli Ordini
parte tra le polemiche

Polo critico, ok dai commercialisti. Gli avvocati: testo ambiguo


ROMA (lu.ci) – Commenti positivi e qualche mugugno a basso volume hanno accolto l’attesa legge delega per il riordino degli ordini professionali. Una riforma necessaria, attesa da molti e per molti anni che prevede una mini rivoluzione per 27 albi che rappresentano un milione e mezzo di professionisti. Un mondo complesso attorno al quale orbitano anche 3 milioni di precari, tirocinanti, giovani e meno giovani in cerca di un futuro spesso blindato. Ieri il ddl proposto dal ministro della Giustizia Piero Fassino ha segnato una nuova strada per tutto il mondo della professioni. Si va dalla liberalizzazione dell’accesso, alla "adeguata tutela degli utenti e degli interessi pubblici". Nel documento si parla poi di "pluralismo professionale e libertà di scelta da parte del cliente; trasparenza nella pubblicità delle caratteristiche delle prestazioni, a tutela del cliente. Sostituzione delle attuali tariffe con un sistema di corrispettivi fondati sull’effettivo costo delle prestazioni". Tra i punti più controversi della difficile ricerca di un equilibrio, di un accordo con il Cup, il comitato che riunisce tutti gli ordini d’Italia, resta "la possibilità di esercitare la professione sia individualmente, sia con la costituzione di società professionali secondo tre modalità…".
Verrà rivista la disciplina del tirocinio "per garantire al giovane professionista – come recita il testo approvato in Consiglio dei Ministri – sia una reale attività formativa, sia un equo compenso commisurato all’effettivo apporto all’attività dello studio professionale in cui si esercita il tirocinio". Dall’opposizione arriva qualche critica: "Solo un manifesto elettorale" per An e "inaccettabile il ricorso alla legge delega" per Forza Italia. La Sinistra giovanile invece apprezza la proposta e chiede "migliorie e una rapida approvazione" mentre i commenti degli Ordini professionali non sono concordi pur ammettendo la bontà generale delle scelte. Positivo con qualche riserva quello del Cup, mentre per Francesco Serao, presidente del consiglio nazionale dei Dottori Commercialisti il ddl "sembra andare in direzione di una vera modernizzazione. Apprezziamo il grande senso di lealtà del ministro della giustizia Fassino – ha detto Serao – e il fatto che al centro della riforma sia stata posta la soddisfazione degli utenti". Dura invece la replica degli avvocati: "La scelta di una legge delega è inopportuna e pericolosa, e nel caso degli avvocati è inammissibile la costituzione di società di capitale". Da segnalare poi la critica dell’associazione Praticanti Avvocati, che sono pronti ad andare anche a lavare i parabrezza delle auto ai semafori, per protesta: "Ci vuole un intervento immediato e concreto a favore degli oltre 50 mila praticanti avvocati che continuano a vedere violati i loro diritti di cittadini e di giovani professionisti nell’accesso alla professione".