La riforma Biagi è da rivedere

07/07/2004


         
         
         
         
        ItaliaOggi Economia e Politica
        Numero 161, pag. 5 del 7/7/2004
        Autore: di Teresa Pittelli
         
        La riforma Biagi è da rivedere
         
        Le indicazioni emerse da un incontro al Cnel.
         
        Mancanza delle tutele sociali e rottura del classico rapporto tra legge e contrattazione collettiva sono i punti deboli della riforma del lavoro. Da rivedere, insieme agli altri aspetti più problematici, entro aprile del 2005. La legge 30 (cosiddetta Biagi) e il suo decreto attuativo n. 276/2003 sono stati passati ai raggi x, ieri al Cnel, in un incontro che ha preso le mosse dalla presentazione dello studio ´Il lavoro tra progresso e mercificazione’ (Ediesse), che raccoglie i commenti critici dei massimi esperti della materia coordinati da Giorgio Ghezzi. Spunti critici che non sono mancati, e che hanno dato vita a un dibattito tra chi la legge ha contribuito (e contribuisce) a elaborarla, come Michele Tiraboschi, consulente del ministero del welfare, e chi invece la considera quasi tutta da rifare, come Giuseppe Casadio (Cgil). Secondo il primo ´c’è tutto il tempo, trattandosi di norme sperimentali, di rivederle insieme alle parti sociali entro 18 mesi dall’entrata in vigore del 276′. Secondo Casadio, però, ci sono questioni di fondo che hanno una filosofia opposta a quella della Cgil, e che il governo sta attuando senza alcuna mediazione. ´Basta pensare alla rottura del rapporto tra legge e contrattazione: finora i contratti collettivi servivano a stabilire in quali casi e per quali esigenze utilizzare un nuovo istituto’, spiega, ´mentre ora i rinvii, pur essendo numerosi, sono più che altro formali e consentono alla contrattazione solo di aggiungere altri casi a quelli già previsti dalla legge’. Una carenza gravissima, secondo la Cgil, in un provvedimento ´che introduce così tante tipologie contrattuali nuove da invertire il rapporto di regola-eccezione tra contratto a tempo indeterminato e contratto atipico’. Quello della contrattazione è un tasto sul quale battono anche Fabio Canapa (Uil) e Giorgio Santini (Cisl), più disponibili a discutere con il governo le criticità da cambiare. ´Un altro pezzo che manca è anche quello delle tutele’, spiega Santini, ´che va recuperato anche attraverso uno stralcio del ddl 848-bis fermo in senato’. Gli spunti critici dei giuristi, comunque, sono arrivati in tanti. La possibile violazione del principio di gratuità del collocamento da parte delle nuove norme sulle agenzie private (Carmen La Macchia), il pericolo di violazione della privacy del lavoratore con i nuovi sistemi informatizzati di diffusione dei dati (Alessandro Bellavista), e l’insufficienza degli strumenti di formazione e sostegno al reddito (Salvo Leonardi), solo per citarne alcuni.