La riforma al giro conclusivo

12/11/2002

          12 novembre 2002

          ITALIA-LAVORO

          MERCATO DEL LAVORO
          Giovedì il Ddl ritorna in commissione al Senato – A dicembre sarà in Aula
          La riforma al giro conclusivo
          Sacconi promette tempi rapidi per il voto definitivo – In discussione le nuove regole sul socio-lavoratore

          MILANO. L’auspicio è che la terza lettura, la seconda al Senato, sia l’ultima
          e che soprattutto sia "veloce", in modo da arrivare entro l’anno all’approvazione della legge di riforma del mercato del lavoro.
          «Dopo gli oltre duemila emendamenti del primo voto al Senato e i 300 circa alla Camera ci auguriamo — dice il sottosegretario al Welfare, Maurizio Sacconi — che si arrivi presto al voto definitivo.
          Anche perché si tratta di un collegato alla legge Finanziaria del 2002». La prima scadenza in calendario è giovedì 14, termine entro il quale dovranno
          essere presentati gli emendamenti. L’obiettivo del Governo è arrivare al voto
          in commissione entro la fine di novembre, così da portare il testo in Aula a dicembre.
          Se sarà mantenuta questa tabella di marcia, da gennaio scatterà la fase di elaborazione dei decreti legislativi. Tutti gli articoli del disegno di legge,
          tranne uno, sono deleghe al Governo. Questo vuol dire che dopo il sì del Parlamento, per la definizione dettagliata, sul piano giuridico, degli interventi,
          e quindi perché la legge diventi operativa, bisognerà aspettare la stesura dei decreti legislativi (si veda la tabella a fianco). Su questo punto il
          Welfare ha più volte fatto sapere di avere gran parte del materiale già pronto.
          E anche se di date ancora non si è parlato, probabilmente tutti i decreti saranno pronti entro la prossima primavera.
          A Palazzo Madama, l’attenzione sarà soprattutto per la new entry della riforma: la nuova normativa sul socio lavoratore, introdotta proprio
          nel passaggio tra i due rami del Parlamento e l’unica fra l’altro che, non essendo materia delegata, sarà subito legge.
          Frutto dell’accordo tra maggioranza e opposizione, la norma va a modificare la legge attualmente in vigore, la 142 del 2001, ridefinendo la tipologia
          del rapporto di lavoro che lega il socio lavoratore alla cooperativa. La disciplina sul socio lavoratore poggia, infatti, sulla distinzione di due vincoli,
          quello associativo e quello di lavoro. Nel tempo il peso giuridico si è spostato dal primo al secondo vincolo: il rapporto di lavoro cioè è stato considerato sempre più preminente rispetto a quello associativo. Oggi viene fatta una parziale marcia indietro e, con l’eliminazione di una parola — l’aggettivo «distinto» —, si stabilisce che «il socio lavoratore oltre al vincolo di lavoro
          ha un ulteriore vincolo che è quello associativo». Una trasformazione
          apparentemente solo tecnica che ha importanti ricadute sul piano giuridico e
          sulla stesura dei contratti. Un esempio? La nuova norma stabilisce
          che per le controversie sarà competente il tribunale ordinario e non quello del lavoro. Viene, inoltre, precisato che quando si fa riferimento ai contratti nazionali per il socio lavoratore vale la parte economica e non quella normativa.
          E proprio nell’ottica di un inquadramento che segue più la logica del rapporto associativo, quindi mutualistico, si stabilisce che lo Statuto dei
          lavoratori, già applicato con l’attuale legge fatta eccezione per l’articolo 18, «trova applicazione con lo stato di socio lavoratore, secondo quanto determinato da accordi collettivi tra associazioni nazionali del movimento cooperativo e organizzazioni sindacali dei lavoratori più rappresentative».
          Nel complesso la norma rappresentata una vera e propria "rivoluzione" più volte auspicata da Legacoop e Confcooperative.
          Secondo quest’ultima, «l’emendamento apre la strada a un contributo
          ancora maggiore delle cooperative italiane in termini di occupazione e di sviluppo economico e sociale del Paese. Ecco perché è realistico prevedere
          la creazione di diverse decine di migliaia di nuovi occupati».
          SERENA UCCELLO

          Le priorità da realizzare
          IL COLLOCAMENTO

          Collocamento pubblico
          -snellimento e semplificazione delle procedure
          -modernizzazione del collocamento pubblico
          -misure di sostegno e sviluppo per donne e giovani e per il reinserimento dei lavoratori anziani
          -nuovo apparato sanzionatorio
          Collocamento privato (e altro pubblico)
          -nuovo sistema di accreditamento degli operatori privati ed eliminazione dell’oggetto sociale esclusivo
          -nuovo regime del trattamento dei dati sensibili
          -nuova disciplina della somministrazione di manodopera (anche staff leasing)
          -coordinamento con il meccanismo certificatorio ai fini della distinzione tra appalto lecito e appalto di mere prestazioni di lavoro vietato
          Trasferimento d’azienda
          -nuovo quadro legale (revisione del decreto legislativo 2 febbraio 2001, n. 18)

          I CONTRATTI DI FORMAZIONE

          -revisione del cfl e del contratto di apprendistato,
          specializzando il cfl al fine di
          -realizzare l’inserimento e il reinserimento mirato del lavoratore in azienda.
          -revisione della normativa sui tirocini
          -semplificazione e snellimento delle procedure di riconoscimento e di attribuzione degli incentivi

          IL PART-TIME

          -agevolazione del ricorso a prestazioni di lavoro supplementare nel part-time orizzontale
          -agevolazione del ricorso a forme flessibili di lavoro a tempo parziale nelle ipotesi di part-time verticale e misto
          -previsione di norme, anche di natura previdenziale, che agevolino l’utilizzo di contratti a tempo parziale da parte dei lavoratori anziani
          -integrale estensione al settore agricolo del lavoro a tempo parziale

          I LAVORI ATIPICI

          Disciplina di nuovi tipi contrattuali
          -lavoro intermittente (a chiamata)
          -lavoro accessorio
          -lavoro a coppia (o ripartito)
          Manutenzione di discipline vigenti
          -lavoro temporaneo
          Razionalizzazione delle collaborazioni coordinate
          e continuative
          -disciplina del lavoro a progetto e differenziazione
          con il lavoro occasionale