La ricetta di Draghi: tagliare le spese, poi le tasse

23/04/2007
    domenica 22 aprile 2007

    Pagina 20 – Economia & Lavoro

    La ricetta di Draghi: tagliare le spese, poi le tasse

      «È questa la priorità assoluta per l’Italia». Padoa-Schioppa: dobbiamo crescere più della media Ue

        di Marco Ventimiglia/ Milano

        DATI IMPORTANTI Un sabato di molte parole, ma parole importanti; sia per le bocche che le hanno pronunciate, quelle del governatore della Banca d’Italia e del ministro dell’Economia, sia per il loro significato, che fotografa un paese ripresa ma ancora con molti ostacoli da superare.

        «L’obiettivo primario del governo italiano deve essere quello di diminuire la spesa primaria corrente per poi ridurre il carico fiscale»: così si è espresso, a margine della riunione dell’Ecofin a Berlino, Mario Draghi, che ha invece preferito non entrare nel merito della destinazione del cosiddetto “Tesoretto”. «Quello che il governo deve fare – ha spiegato il governatore – è vedere che tipo di impostazione dare alla Finanziaria 2008».

        Draghi ha poi ricordato che il debito pubblico italiano è poco meno del 107% del pil e che il risanamento del deficit è dovuto «al buon andamento delle entrate, al declino delle spese in conto capitale, ma resta il fatto che la spesa corrente è al suo massimo storico. Quindi, bisogna chiedersi se quelle del Tesoretto siano veramente delle entrate strutturali».

        Un ragionamento che ha portato il governatore ad affermare che «il primo obiettivo deve essere la diminuzione della spesa primaria corrente per poter poi diminuire il carico fiscale».

        A Berlino era presente anche il ministro dell’Economia che ribadito come l’economia italiana ha iniziato un cammino «di crescita vera e duratura, sebbene sia solo l’inizio e resti ancora molto da fare».

        Padoa-Schioppa ha spiegato che «sicuramente c’è stata una ristrutturazione nel sistema economico italiano di cui questa ripresa è in parte il frutto. Ma questo processo di ristrutturazione è ancora molto lontano dall’essere andato in profondità e per poter dire che la crescita sia più che congiunturale».

        Secondo il ministro dell’Economia, l’Italia «deve puntare a tornare su una crescita superiore alla media dei Paesi di Eurolandia, purtroppo, però, ancora oggi cresciamo meno. Dunque, l’impegno di mettere l’economia italiana su un cammino di vera crescita è soltanto all’inizio».

        Tornando a Mario Draghi, è stato protagonista nella sessione informale dell’Ecofin di un intervento dedicato agli assetti finanziari dell’economia globale. «Lo sviluppo dell’industria finanziaria – ha affermato il governatore della Banca d’Italia – è molto positivo ma, nello stesso tempo, c’è la consapevolezza che ci sono dei rischi».

        In particolare Draghi si è soffermato sui rischi che derivano dal potere crescente degli Hedge Funds: «Sono attori di primaria importanza negli scambi internazionali e quindi è ragionevole che i supervisori li guardino con molta attenzione. Per una maggiore sicurezza del sistema occorre intervenire su coloro che sono cruciali per la stabilità dello stesso, ovvero le grandi banche controparti degli Hedge Funds».