La ricetta dell’Upim: far pagare alle commesse

15/05/2006
    sabato 13 maggio 2006

    Pagina 10 – Capitale & lavoro

    La ricetta dell’Upim: far pagare alle commesse

      Bilancio in rosso? No problem. La nuova propriet� dell’Upim ha una cura: chiudere 15 filiali, mettere in mobilit� 445 addetti, togliere il premio di produzione ai nuovi assunti, comandare a bacchetta turni e orari. E lo chiamano �contratto integrativo�. I sindacati rispondono con 8 ore di sciopero. Da effettuare, possibilmente a sopresa, entro l’8 giugno

        Manuela Cartosio

          Chiusura di 15 punti vendita, mobilit� per 445 addetti, mano libera su orari e turni, abolizione del premio fisso per tutti i nuovi assunti. Sono le modeste pretese accampate dall’Upim nell’incontro di marted� scorso con i sindacati. Incontro �devastante� e pretese �ricattattorie�, dice a ragion veduta Marinella Meschieri, della segreteria nazionale della Filcams Cgil. Che meritano le 8 ore di sciopero proclamate ieri dalle segreterie nazionali di Filcams, Fisascat e Uiltucs. Da effettuare, nelle forme decise a livello territoriale, entro l’8 giugno, data del prossimo incontro con l’azienda.

            Cosa sta succedendo nella catena di grandi magazzini Upim � presto detto: la nuova propriet� (Pirelli Real Estate, Investitori Associati, Borletti, Deutsche Bank) ha trasformato il rinnovo del contratto integrativo in una ristrutturazione e un giro di vite. La prima mossa – settembre 2005 – � stata la disdetta unilaterale del precedente contratto aziendale. La seconda – lo scorso aprile – � stata l’avvio della procedure di mobilit� per 445 persone (su un totale di 2500 addetti) e l’annuncio della chiusura di 15 dei 140 punti vendita in gestione diretta. L’escalation � culminata il 9 maggio quando l’azienda ha presentato ai sindacati un documento che detta le (sue) condizioni per siglare un nuovo integrativo. �Smantellare le conquiste di 30 anni di contrattazione� riassume Marinella Meschieri. Troppo, anche per un sindacato disposto a dare una mano al rilancio aziendale, imposto dai bilanci in rosso.

              L’arbitrio dell’azienda su orari e turni sovverte i tempi di vita dei lavoratori, in prevalenza donne, e toglie al sindacato potere contrattuale. La pretesa di cancellare il premio fisso di produzione (92 euro al mese) per i nuovi assunti � una misura odiosa. Pi� che a far cassa, serve a dividere i lavoratori tra vecchi e giovani che, gi� ora, il premio lo maturano nell’arco di quattro anni. Un sindacato che accettasse d’abolirlo, si inimicherebbe le nuove leve vita natural durante.

                Lo sa bene Gloria Renzi, commessa da 30 anni all’Upim Gianicolense di Roma, che da brava delegata ha �sindacalizzato� un buon numero di giovani. �Apprendisti per quattro anni, senza neppure il diritto d’ammalarsi�. Poi ci sono gli stagionali, �lavorano un mese e chi li vede pi�. Un mare di contratti a tempo determinato, �siamo allo sfascio�. Anche le commesse di lungo corso, ormai, �vivono alla giornata, sul chi va l�. La programmazione degli orari e dei turni, di fatto e in modo strisciante, � gi� saltata. �Dobbiamo essere sempre a disposizione�. L’Upim sar� anche in perdita, �ma l’azienda su questo ci gioca per ricattare e mettere paura�. Da un pezzo gli scioperi nella grande distribuzione sono �una data sulla carta�. Met� del personale non pu� permettersi il lusso di scioperare, la met� che sciopera � rimpiazzata da capi e dirigenti. Non restano che due possibilit�, conclude Gloria: scioperi brevi e improvvisi per impedire i rimpiazzi, oppure �farsi vedere fuori dai negozi, volantinare, spiegare alla gente le ragioni della nosta protesta, cos� l’Upim ha un danno d’immagine.

                  L’Upim di piazza San Babila, a Milano, � una delle 15 filiali da chiudere. �Per ragioni di business immobiliare�, precisa il delegato Francesco Sarcina, �mica per niente Pirelli Real Estate ha comprato un pezzo di Upim�. La location, in pieno centro, � ambita e �stanno aspettando che si faccia avanti qualche grande firma�. Intanto, la direzione di filiale lavora ai fianchi commessi e commesse. �Raccontano che ogni mese l’Upim deve piangere dalle banche per pagare gli stipendi. Piombano in negozio quando non ci siamo noi delegati e, zac, convincono la gente a firmare, ad accettare il trasferimento in un un altro punto vendita�. Cos� in San Babila gli addetti da 40 sono gi� scesi a 25. �C’� il mutuo da pagare, il figlio che va scuola� e il delegato Sarcina non �colpevolizza� nessuno. Si limita a dire che il prossimo sciopero sar� �difficile�. Chi � vicino alla pensione guarder� alla mobilit� come a un ciambella di sicurezza. �Svecchiare il personale per fare sempre pi� assunzioni a termine � il vero obiettivo dell’Upim�.