La rete dei motel verso il raddoppio

18/07/2003



      Venerdí 18 Luglio 2003


      La rete dei motel verso il raddoppio


      MILANO – I motel vanno al raddoppio. Nell’arco di qualche anno la Autostrade spa ha deciso di portare il numero di alberghi disseminati lungo la rete dagli attuali dieci a venti: una diffusione sempre modesta, paragonata al resto d’Europa (per non parlare del Nord America), ma se non altro un primo passo per un migliore sfruttamento economico delle aree di servizio. «La gestione sarà affidata a terzi», sottolineano al quartier generale del gruppo. E gli operatori interessati non mancano di certo. Tutti i principali gruppi italiani e stranieri – dai francesi di Accor attraverso la loro controllata italiana Sifalberghi, al gruppo ClassHotel (proprietario ad esempio del FastHotel di Roma), passando per Una Hotels e molti altri ancora – sono da tempo pronti a cogliere quest’occasione, di cui si è parlato già in passato come parte di un programma di sviluppo delle aree di servizio della rete attraverso l’inserimento di nuove attività (motel, business center, servizi finanziari, aree di intrattenimento etc.), ma che ha poi subito una battuta d’arresto. Oggi su tutte le autostrade italiane esistono più o meno una ventina di motel, dei quali la metà sui tratti della Autostrade spa, che ospita quelli senz’altro più conosciuti, quelli che gli italiani continuano a chiamare i «Motel Agip», anche se nel frattempo hanno cambiato proprietà (Westmont) e nome (Holiday Inn e Crowne Plaza). Sono invece piuttosto numerosi gli hotel che hanno funzioni anche di motel, nel senso che sono nelle immediate vicinanze delle uscite autostradali, ma in aree esterne, destinate quindi a raccogliere un’utenza parzialmente diversa, compresi i turisti che per motivi di budget evitano il centro delle città e dormono in aree periferiche. Proprio questa concorrenza da parte di alberghi-motel rende però più difficile l’operazione di Autostrade spa. «Il gruppo si sta muovendo con ritardo, con il risultato che lungo i tratti dell’A1, per esempio, si sta sviluppando una rete che nella sostanza può essere assimilata ai motel, anche se obbliga l’automobilista a uscire dal casello – spiega il rappresentante di una catena alberghiera nazionale – In questo modo il valore delle concessioni per costruire nuovi motel sulle aree di servizio non può che calare: è evidente infatti che diventa meno conveniente costruire e gestire una nuova struttura quando al di là del guard-rail che n’è già un’altra che per giunta "capta" anche una clientela supplementare».

      M.CAV.