La Repubblica Milano – Caffè e sorrisi: le nuove regole anti sciopero

01/10/2009

«Lo sciopero è una prova di forza». Da vincere. E come in una guerra, la vittoria va costruita.
Per tempo. Come? Classificando il personale in gruppetti: verdi, gialli, rossi.
E «concentrandosi sui gialli, gli indecisi», con grandi sorrisi, «pacche sulla spalla, il caffè e la brioche offerto nella pausa». Ecco in pillole il manuale anti-sciopero di quaranta pagine made in Carrefour, uno dei colossi della grande distribuzione, casa madre in Francia, 11mila punti vendita in 30 paesi del mondo, 70 iper in Italia. Manuale rivolto a manager, capireparto e capiturno che nel giorno «x» dovranno «indossare calzature comode» ed essere eleganti.
Lo sciopero da sventare è quello in programma per sabato 3 ottobre, che coinvolgerà le sedi di Paderno, Assago, San Giuliano e quella storica, nata nel 1972, di Carugate.
Uno sciopero da prendere con le pinze e con un’infarinatura di psicologia spicciola, perché l’ultimo, lo scorso luglio, è finito 1 a 0 per i lavoratori, che hanno denunciato l’azienda per comportamento antisindacale a Milano e a Torino. «Vincere permette di aumentare il potere sociale dei capi», si legge a pagina 1. Ma non si deve «stravincere e non bisogna umiliare la controparte», avvertono gli istruttori. La vittoria si costruisce, giorno dopo giorno. Occorre,
dunque, un’attenta regia. Durante tutte e quattro le fasi: pre-sciopero, il giorno prima, il giorno dello sciopero che è ribattezzato «la giornata dell’adrenalina», e il post sciopero.
Ogni fase ha una durata, un’azione, degli attori e degli obiettivi. E finita la giornata dell’adrenalina, via con il brindisi. Libro al passo con i tempi. Al manualetto, finito nelle mani delle Rsu, si fa riferimento nella denuncia per attività antisindacale. «Siamo preoccupati – spiegano i sindacati territoriali Filcams Cgil, Fisascat e Uiltucs -. L’azienda ha disdettato il contratto integrativo unilateralmente e ora ha messo in atto una strategia con l’indottrinamento dei capireparto che mira a escludere sindacato e lavoratori da una partita che li riguarda direttamente». Riduzione della paga domenicale, riduzione della pausa caffè…«In luglio, durante lo scorso sciopero, hanno tenuto aperti gli iper lombardi con personale a termine, cosa vietata». Di qui nasce la denuncia, ma anche un capitoletto del manuale che spiega cosa non si deve fare per evitare di incorrere in una denuncia per attività antisindacale: non strappare cartelli sindacali dalle bacheche, non vietare assemblee, fare domande ma non pretendere risposte. Nel manuale anti-sciopero c’è la scelta attenta degli opinion leader. C’è l’operazione «rassicurare i sicuri, recuperare gli irrecuperabili, non occuparsi degli irrecuperabili». C’è la fase pre-sciopero con il «corso casse» per tutti i capi e gli aiuti. La manutenzione di tutte le casse, la macchina da oliare, l’allerta per le forze dell’ordine, l’allestimento delle sale pausa con acqua biscotti e brioche ma anche buffet, per supportare chi verrà a lavorare. Ci sono le piantine dell’iper, con ingressi e uscite che tutti devono conoscere alla perfezione, per evitare i picchetti. Ci sono i carrelli con cartelloni «aperto» da posizionare fuori, nei piazzali. E c’è l’abc da far ripetere e ripetere alla squadra, perché tutti abbiano chiaro cosa va fatto. Luigino Pezzuolo, segretario generale Filcam Cisl, dice: «Non c’è manuale delle giovani marmotte che possa inficiare un’azione sindacale. Per questo ci sono le trattative. Hanno disdettato un contratto nazionale. E non sono in gioco partite normative onerose.».