Rassegna Stampa

La Repubblica – Contratto e festivi lo sciopero fa litigare cooperative e sindacati

27/12/2017

Oggi agitazione nella grande distribuzione Cgil, Cisl e Uil diffidano le società che ribattono: “Loro divisi” «Comportamenti lesivi delle libertà sindacali e del diritto allo sciopero»: la diffida, unitaria, è firmata dalle categorie nazionali del commercio di Cgil, Cisl e Uil. Ma è inusuale il nome del destinatario: la Coop. La quale è ormai un colosso della grande distribuzione, ma allo stesso tempo ha dalla sua una storia di legami con il mondo della sinistra e dei suoi valori. È per questo che la denuncia dei sindacati fa più rumore del solito. La vicenda è legata allo sciopero proclamato per oggi in tutta la gdo da parte delle organizzazioni sindacali, le quali richiedono il rinnovo del contratto scaduto ormai quattro anni fa. Uno sciopero che ovviamente può fare molto male, alle aziende associate a Federdistribuzione ma anche al sistema cooperativo, proprio a ridosso del Natale. Cioè nel pieno della febbre da acquisti. Per questo la Coop ha deciso di dribblare l’agitazione annunciando preventivamente che comunque sia resterà (o proverà a restare) aperta: «In alcuni casi minacciando i lavoratori, ad esempio prefigurando demansionamenti o trasferimenti nei confronti di chi decidesse di aderire», racconta Marco Carmassi della Filcams Cgil. La battaglia complessiva delle organizzazioni sindacali, ragiona Carmassi, è quella di «veder riconosciuto l’impegno di lavoratori ai quali è spesso richiesta maggiore flessibilità degli orari e prestazioni la domenica e nei festivi». Secondo Filcams, Fisascat e Uiltucs, la Coop ha cercato di spuntare l’arma dello sciopero «spostando addetti da altri negozi ed altri reparti, assegnando a turni in mansioni inferiori quadri e direttivi, assumendo personale somministrato e con contratto a tempo determinato, modificando i turni dei lavoratori part-time e mettendo in riposo settimanale i delegati sindacali. Quindi ci stiamo attivando presso gli ispettorati del lavoro e attraverso i legali per denunciare la condotta antisindacale». Ma Coop rispedisce le accuse al mittente. E anzi accusa i sindacati di non essere in grado di chiudere la trattativa. «Stupisce che ci vengano rivolte accuse del tutto infondate. Dispiace – dice Stefano Bassi, presidente Ancc-Coop e una vita fa assessore a Firenze con il Partito comunista – che i sindacati abbiano dimenticato che proprio le cooperative di consumatori oggi e nel tempo hanno sempre considerato un valore la tutela dei diritti del lavoro. Sarebbe meglio che le stesse organizzazioni sindacali dedicassero maggiore attenzione a chiudere in maniera equilibrata una trattativa nella quale la cooperazione ha sempre avanzato soluzioni e proposte del tutto ragionevoli ». Resta alla finestra invece Federdistribuzione, l’altra branchia della gdo, che però condivide con Coop l’idea che gli esercizi alla fine oggi resteranno comunque aperti. «Gli scioperi sono legittimi, ci mancherebbe – spiega il presidente Giovanni Cobolli Gigli – noi al massimo stigmatizziamo che siano indetti proprio il 22. Però non siamo preoccupati: abbiamo avuto altri tre scioperi simili, con adesioni al di sotto del 10 per cento. Al di là dei problemi coi sindacati, i clienti sono la nostra prima preoccupazione e devono avere la possibilità di fare acquisti».