La regolarizzazione collettiva della colf

30/09/2002


        28 settembre 2002

        La regolarizzazione collettiva della colf
        Dal Bologna social forum una proposta per aiutare molti immigrati a restare in Italia
        SARA MENAFRA
        BOLOGNA
        Passare dalla protesta alla proposta, si diceva. E ora che la «Bossi-Fini» è realtà e i tempi per la regolarizzazione si fanno sempre più stretti, chi ha tanto manifestato contro la legge anti-clandestini si sforza di aiutare quelli che hanno scelto questo paese per vivere. A Bologna i ragazzi del Tavolo dei migranti del Bologna social forum sono riusciti a trovare una strada. Da oggi in via Belmeloro 1/e (già sede dello Spazio sociale studentesco) è aperto lo sportello «Tana libera tutti» che oltre ad aver attivato una «campagna di incentivazione alla regolarizzazione dei cittadini e delle cittadine migranti» propone un semplice meccanismo giuridico per ampliare il numero delle persone «regolari»: ripartire le spese per l’emersione dal lavoro nero e per i contributi fra più datori di lavoro. «C’è un grosso numero di colf e badanti che non lavorano 24 ore alla settimana per una stessa persona – spiega Allegra Calderoni, una delle artefici del progetto – ma che magari girano per più abitazioni passando poche ore in ogni posto. Noi crediamo che sia possibile ripartire le spese di regolarizzazione fra più datori di lavoro in modo da rendere la spesa più accessibile». Il regolamento ministeriale prevede infatti che colf e badanti debbano avere un contratto di almeno 24 ore settimanali con un salario netto di 439 euro a cui vanno aggiunti i contributi Inps. Dividendo fra più persone i costi diventano decisamente accessibili: distruibuita fra tre datori di lavoro, ad esempio, la spesa è di circa177,30 euro per otto ore di lavoro alla settimana compresi i contributi. Al momento della regolarizzazione, poi, un datore di lavoro si occuperebbe di pagare la una tantum per l’emersione.

        Un meccanismo abbastanza semplice che mette a frutto i tanti punti vaghi e poco chiari della sanatoria in vigore, ma che per essere realizzato ha bisogno anche di qualcuno che si occupi di spiegare, fare i calcoli, mettere in rete i datori di lavoro e far girare la voce anche fuori dai social forum puntando a una «regolarizzazione solidale» che coinvolga il maggior numero di persone possibili. «Mettere in contatto i datori di lavoro – conclude Allegra – è anche un modo per evitare l’assurdo mercato nero che si sta sviluppando attorno alle sanatorie per cui in moltissimi casi sono gli stessi migranti a pagare per la regolarizzazione subendo ricatti di ogni genere». Da qui la nascita dello sportello «Tlt» che rimarrà aperto due volte alla settimana: il martedì dalle 17.00 alle 20.00 e il sabato dalle 10.00 alle 14.00 (info: tlt@katamail.com ,051-222855).