La Regione Emilia finanzia 533 progetti degli atipici

16/11/2000

loghino.gif (3272 byte)






Giovedì 16 Novembre 2000 italia – lavoro
La Regione Emilia finanzia 533 progetti degli atipici

(NOSTRO SERVIZIO)

BOLOGNA. Più qualità e più servizi per i lavoratori atipici dell’Emilia-Romagna. È questo il duplice risultato che la Regione ha inteso raggiungere con il finanziamento di 533 progetti (13 di associazioni, 486 di lavoratori singoli e 34 di lavoratori in forma congiunta) in base a un programma — primo in Italia — che prevede interventi di sostegno per chi presenta un progetto ed esercita attività di collaborazione coordinata e continuativa.

Il programma, rivolto a persone non iscritte a ordini o collegi professionali, non dipendenti, non pensionati, ha ricevuto uno stanziamento di tre miliardi e 426 milioni e attiverà investimenti per altri otto miliardi e 200 milioni.

«È il primo risultato — spiega Duccio Campagnoli, assessore regionale alle attività produttive dell’Emilia-Romagna — della nuova politica della Regione verso i nuovi lavori che, in Emilia-Romagna crescono e costituiscono ormai un fenomeno strutturale, a fianco dei tradizionali lavoratori dipendenti».

Il numero di questi nuovi lavoratori in Emilia-Romagna è stimabile, nell’anno in corso, intorno alle 80mila unità, con una crescita, rispetto al 1999, del 25% circa.

Dall’analisi dei progetti presentati emerge che il 26,6% dei lavoratori atipici svolge un’attività di consulenza aziendale. Al secondo posto troviamo coloro che si dedicano ad attività informatiche (12,2%), seguiti da chi svolge altre attività professionali (8,3%).

«Il 62% delle domande — dice Campagnoli — è rappresentato da persone superiori ai 30 anni e il 39% indica una condizione di reddito oltre i 25 milioni annui da lavoro autonomo ormai stabilizzato». Tra i progetti individuali gli investimenti maggiori (61%) andranno per l’acquisto di beni strumentali seguita dalla formazione (14%).

«Con questa azione — afferma Campagnoli — abbiamo voluto dare più qualità e maggior rappresentanza al lavoro atipico. L’obiettivo è far sì che questa nuova condizione di lavoro possa avere uguali condizioni sul piano fiscale e salariale rispetto al lavoro dipendente, senza dar vita a una sorta di sottomercato del lavoro. Per questo penso sia indispensabile che il Parlamento approvi al più presto la legge su questi nuovi lavori, per dare garanzie e trasparenza alle condizioni contrattuali individuali».

Per ottenere l’erogazione del contributo gli atipici devono realizzare effettivamente entro il 6 maggio 2001 gli investimenti previsti. L’anno prossimo è in vista un nuovo bando con una dote di cinque miliardi di finanziamento.

Andrea Ghiaroni