La regione chiama i professionisti

08/09/2003

ItaliaOggi (Professioni)
Numero
211, pag. 43 del 6/9/2003
Pagina a cura di Ignazio Marino


ItaliaOggi fa un bilancio sulla riforma federalista. In attesa del riordino nazionale nove enti in pole.

La regione chiama i professionisti

In procinto di partire le consulte con ordini e associazioni

Le regioni prendono in mano le professioni. Mentre il riordino a livello nazionale resta in forse, sulla materia avanzano le iniziative regionali. E si punta sulla creazione di ´tavoli di discussione’, denominati consulte delle professioni, che mirano ad avvicinare i professionisti al mondo delle istituzioni attraverso un confronto tecnico. È la Calabria ad aver già approvato una legge sull’istituzione della consulta regionale che a ottobre diventerà definitivamente operativa. Mentre Abruzzo, Lazio, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Piemonte, Liguria e Lombardia hanno, invece, elaborato delle proposte di legge per istituire la consulta. È questa la situazione che emerge dall’indagine condotta da ItaliaOggi per capire quante regioni intendono sfruttare la competenza in materia di professioni a seguito della riforma federalista dell’art. 117 del titolo V della Costituzione. Si fa luce, quindi, anche sui timori dei mesi passati circa la possibilità, da parte di una regione, di istituire un nuovo ordine professionale a seguito della riforma federalista. A eliminare ogni equivoco ci ha pensato nel 2002 il Consiglio di stato, il quale ha detto chiaramente che ´l’istituzione di un nuovo ordine è di esclusiva competenza dello stato. Alle regioni spetta l’organizzazione territoriale’. Quest’ultime, fra l’altro, non sembrano nemmeno preoccupate del ddl La Loggia che prevede di far ritornare la competenza esclusiva sulle professioni allo stato. All’idea di rivedere nuovamente la Costituzione da parte di Enrico La Loggia, ministro degli affari regionali, le regioni rispondono di volere lavorare al federalismo professionale alla luce delle leggi vigenti.

Cos’è la Consulta delle professioni

Valorizzare il mondo professionale con frequenti incontri fra la regione e il mondo professionale è la finalità principale della consulta. Una sorta di tavolo tecnico dove poter formulare proposte su progetti o problemi specifici a livello territoriale. Un principio, questo, supportato dall’impegno di favorire e attuare iniziative volte a qualificare le libere professioni nell’esercizio delle loro competenze e nei rapporti con i cittadini. Proprio l’utente, destinatario finale delle prestazioni professionali, è oggetto di tutela da attuare con una politica volta all’informazione e alla promozione di programmi specifici di aggiornamento professionale. Quanto alla composizione ne fanno parte il presidente della giunta regionale (o da un assessore da lui delegato) che la presiede; i rappresentanti a livello regionale degli ordini e delle associazioni professionali; i rappresentanti dei Comitati unitari delle professioni (Cup) e del Comitato delle libere associazioni professionali non regolamentate (Colap) individuate dal Consiglio nazionale economia e lavoro (Cnel). La consulta, nominata all’inizio legislatura, dura in carica per l’intero mandato e si riunisce ogni quattro mesi.

La situazione nazionale

Molte proposte di legge al Nord e una sola legge approvata al Sud. Questa la situazione nazionale. La Calabria è stata la prima regione ad approvare una legge istitutiva della Consulta. La legge risale al novembre del 2001, ma dopo un anno e mezzo di stasi sembra avvicianrsi l’effettivo decollo dell’organo. Entro ottobre dovrebbe essere approvato il regolamento attuativo. La Campania e la Puglia figurano le regioni che ancora non hanno iniziato uno studio, ma che intendono farlo al più presto. Passando al nord, molte le iniziative in campo. Partendo dalle iniziative più remote, il Veneto si è mosso nel 2000. La proposta di legge, però, è ferma in consiglio in attesa dell’esame della commissione competente. Questa iniziativa, in particolare modo, ha una funzione prettamente consultiva che poco sfrutta le competenze federaliste in senso stretto. Nel 2002 è stato il turno dell’Abruzzo, del Friuli Venezia Giulia e del Piemonte con la presentazione in consiglio di proposte di legge specifiche che aspettano di essere esaminate dalle commissioni competenti. Nel 2003, poi, è toccato a Lazio e Liguria. In questo contesto è emblematico il caso della Lombardia, dove per iniziativa di diversi consiglieri sono state presentate ben quattro proposte di legge negli ultimi due anni che attendono il parere della ´Commissione sviluppo economico, formazione professionale, cultura, sport e informazione’. La regione Emilia Romagna, invece, da qualche mese lavora per mettere a punto un disegno di legge da presentare in consiglio entro ottobre. Sono state elaborate delle schede tecniche da parte dell’assessorato del lavoro, manca solo la formulazione degli articoli. Un capitolo a parte merita la Toscana. La regione, infatti, ha optato per una scelta diversa provvedendo a siglare un protocollo d’intesa prima con il Cup e poi con il Colap. Questo al fine di instaurare un rapporto di collaborazione reciproca sui temi professionali. In questo caso i due protocolli d’intesa prevedono che i professionisti siano sentiti tutte le volte che si debba discutere di materie legate ad una professione. Ne è un esempio la partecipazione degli agrotecnici in materia di agricoltura. In questi casi gli incontri oltre che dall’ente regionale, possono essere richiesti dalle rappresentanze del mondo professionale. La Toscana, inoltre, è stata la regione capofila che ha elaborato un progetto di legge contenente la ´disciplina e i principi fondamentali in materia di libere professioni’, approvata all’unanimità dalla Conferenza dei presidenti delle regioni e delle province autonome. Sulla proposta, che potrebbe integrare la bozza Vietti, sono in programma due incontri nel mese di settembre fra il governo e la Conferenza e fra quest’ultima e la commissione giustizia al senato dove si lavora al testo Cavallaro-Federici.

La situazione
Regioni

Regioni
Stato dell’arte
Abruzzo Proposta di legge*
Basilicata Nessuna iniziativa
Calabria Legge approvata
Campania Nessuna iniziativa
Emila Romagna Studio avviato per una proposta
Friuli-Venezia Giulia Proposta di legge*
Lazio Proposta di legge*
Liguria Proposta di legge*
Lombardia Proposta di legge*
Marche Nessuna proposta
Molise Nessuna proposta
Piemonte Proposta di legge*
Puglia Nessuna iniziativa
Sardegna Nessuna iniziativa
Sicilia Nessuna iniziativa
Toscana Firmato un protocollo d’intesa con Cup e Colap
Trentino-Alto Adige Nessuna iniziativa
Umbria Nessuna iniziativa
Valle d’Aosta Nessuna iniziativa
Veneto Proposta di legge*

Sta*Proposta in consiglio/All’esame delle commissioni competenti
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