La Rai taglia la diretta del concerto

28/04/2004


MERCOLEDÌ 28 APRILE 2004

 
 
Pagina 4 – Interni

LA POLEMICA

Protesta dei sindacati, oggi incontro a Viale Mazzini.
Bisio: così ho meno responsabilità  
Ma la Rai taglia la diretta del concerto
"In differita per tutelare gli ostaggi"  
Il timore di interventi imprevisti e la par condicio.
L´Usigrai: questa è censura

LEANDRO PALESTINI


      ROMA – Bufera sulla decisione della Rai di trasmettere in differita il concerto del Primo maggio organizzato dai sindacati. Per la prima volta il "Concertone" di Piazza San Giovanni, su RaiTre, sarà trasmesso venti minuti o un´ora dopo che gli artisti si sono esibiti sul palco: un espediente per evitare polemiche in diretta di cantanti, ospiti, e della stessa piazza fatta soprattutto di giovani. Per la Rai di Flavio Cattaneo anche sulla manifestazione organizzata dai sindacati pesa il ricatto dei terroristi iracheni. L´ultimatum scade il 30 aprile, ma il CdA della Rai ha chiesto al direttore la diretta-differita «in modo da cautelarsi contro l´eventualità di fatti che possano mettere a repentaglio la vita dei tre ostaggi italiani, e anche per permettere il rispetto delle normative vigenti per la campagna elettorale. Su eventuali interventi decideranno di comune accordo i dirigenti della Rai e rappresentanti dei sindacati. La diretta-differita servirà ad avere un tempo minimo per eventuali correzioni tecniche».
      Ma i sindacati non ci stanno. Guglielmo Epifani (Cgil) ha già fatto sapere di non condividere la decisione dei vertici Rai; questa mattina i rappresentanti di Cisl e Uil (che in un primo tempo la Rai dava per consenzienti) esprimeranno i loro dubbi a viale Mazzini. Per gli organizzatori del "Concertone" sarebbe proprio la mancata diretta su RaiTre a creare seri problemi di ordine pubblico in piazza San Giovanni. Intanto il leader dei Ds, Piero Fassino, che aveva proposto di lanciare un appello per il rilascio degli ostaggi durante il concerto, parla di «inaudita manifestazione di arroganza e irresponsabilità».

      A Giampaolo D´Andrea (Margherita) vicepresidente della Vigilanza Rai, «viene il sospetto che sia una rozza operazione di boicottaggio mediatico di questo grande appuntamento nazionale italiano». Per Giuseppe Giulietti portavoce di Art. 21 «il CdA della Rai ha gettato la maschera e ha deciso di abolire persino la diretta del primo maggio, manifestando una profonda sfiducia verso i conduttori, gli autori e soprattutto verso milioni di lavoratori».
      Il conduttore del "Concertone", Claudio Bisio, apprende la notizia durante la registrazione di "Zelig" e commenta: «Sembrerò politically scorrect, ma sono contentissimo della differita. Perché mi deresponsabilizza. Tra la par condicio e la questione degli ostaggi avrei tremato per tutto il tempo: per me e per gli altri. Con la differita, se uno dice cose sbagliate ti fa un regalo: se è una cavolata tagliano, se è censura potremmo gridarlo forte. I soloni della Rai decideranno se diciamo stupidaggini o no». Mentre in un secco comunicato i discografici della Fimi parlano di «un precedente molto grave: la Rai impone una inaccettabile misura restrittiva della libertà di espressione che punisce la musica italiana». E Roberto Natale, dell´Usigrai, vede «una smania su uno dei pochi appuntamenti in diretta rimasti nel palinsesto Rai. È ridicola la motivazione che ci si voglia "cautelare contro l´eventualità" di fatti che possano mettere a repentaglio la vita dei tre ostaggi italiani. Dicano piuttosto che la loro idea di Rai è quella di una tv dalla quale sparisca ogni realtà scomoda e non allineata».
      Dalla Rai minimizzano, dicono che tecnicamente sarà solo una «diretta-differita», che ci sarà una ripresa integrale di quello che accade a San Giovanni. Il direttore generale Cattaneo ha proposto che la ripresa del concerto sia seguita in tempo reale dal direttore di RaiTre, Paolo Ruffini, dal direttore di divisione e da un rappresentante per ogni sigla sindacale. Quindi, il Concertone "filtrato" e predigerito sarà pronto per la messa in onda.