La Rai dice no ai sindacati, e Annunziata attacca il cda

22/10/2003


22 Ottobre 2003
La Rai dice no ai sindacati
E Annunziata attacca il cda
Raffaello Masci
ROMA


Lo sciopero generale del 24 ottobre sulla riforma delle pensioni, ha fatto tremare ieri il CdA della Rai. Il presidente del Consiglio, Berlusconi, era intervenuto il 29 settembre scorso con un discorso a reti unificate per spiegare la «sua» riforma previdenziale, il ministro dell’Economia era intervenuto in un’altra trasmissione, e ieri il presidente della Rai, Lucia Annunziata, aveva chiesto un «riequilibrio» dell’informazione a favore dei sindacati. Il consiglio le ha risposto che ci saranno delle «finestre informative» sul Tg3 a coprire le manifestazioni del 24, mentre lunedì, una puntata di «Porta a porta» avrebbe affrontato nuovamente il problema con la partecipazione di tutte le parti. Non era quello che Lucia Annunziata aveva chiesto e che intendeva per riequilibrio adeguato dell’informazione: da qui lo scontro. Al punto tale che la Annunziata ha «deciso di non convocare la prossima riunione del Consiglio di amministrazione» e di investire il Parlamento, «che è l’editore della Rai» della situazione di alta «criticità» in cui versa l’azienda.
«Nel giorno in cui il consiglio di amministrazione della Rai ha negato un adeguato spazio in video ai sindacati che volevano parlare di riforma delle pensioni – ha dichiarato Lucia Annunziata in una nota – ho appreso che il ministro delle Comunicazioni, Maurizio Gasparri, sarà presente domani (oggi per chi legge – ndr) alla trasmissione Unomattina per parlare, tra l’altro, del digitale terrestre ed in particolare della banda larga, dell’interattività e del futuro della televisione italiana». Un episodio al quale si somma il fatto che «oggi – spiega ancora Annunziata – in Consiglio è stata bocciata la mia proposta di aprire finestre informative su Raiuno per seguire la manifestazione sindacale del 24 ottobre, nello spirito di un equilibrio vero tra il pur legittimo intervento a reti unificate del premier e i rappresentanti di 15 milioni di cittadini. Questa finestra informativa, su proposta del direttore generale, è stata negata dai membri del consiglio, in applicazione di un concetto molto restrittivo dell’idea di riequilibrio».
Al contrario, aggiunge Annunziata, «quando si è arrivati alla discussione sulla opportunità della presenza in diretta del ministro Gasparri a Unomattina, si è data un’interpretazione molto ampia di una delibera approvata da questo stesso Consiglio contro la presenza dei politici nei programmi di intrattenimento. E’ evidente che per il direttore generale le regole in Rai sono differenti a seconda dei soggetti a cui vengono applicate». «Più nel merito – continua la presidente della Rai – la presenza del ministro Gasparri alla vigilia della approvazione della legge che porta il suo nome viene dopo l’intervento a reti unificate del premier Berlusconi e quello del ministro dell’economia Tremonti a “La vita in diretta” sulle pensioni. Al di là della legittimità formale e delle diverse modalità di questi interventi, il risultato finale è che il governo si rivolge direttamente al paese attraverso il servizio pubblico, ma senza un adeguato contraddittorio».
Il Direttore generale della Rai, Flavio Cattaneo, ha replicato – parlando informalmente con le Agenzie di stampa – che sulla manifestazione del 24 ci saranno le «finestre informative» chieste dal Tg3 e che resta confermata la puntata speciale di Porta a Porta. «Quella della Annunziata – secondo il responsabile comunicazione di Forza Italia Giorgio Lainati – è dunque una reazione assolutamente sproporzionata».
Uno spazio televisivo adeguato, in realtà, era stato richiesto anche dai sindacati attraverso il leader della Uil Luigi Angeletti, secondo il quale non c’era comparabilità tra l’intervento a reti unificate del premier e i mozziconi di battuta concessi loro nei vari tg.
«Non abbiamo problemi a discutere di pensioni in televisione con Berlusconi o con Tremonti – aveva detto Angeletti – Abbiamo chiesto di esprimere le nostre opinioni in forma non ghettizzata a milioni di cittadini, siamo disponibili a un dibattito, anche se non abbiamo la pretesa delle reti unificate».
Il ministro per le Comunicazioni, Maurizio Gasparri, a questo punto, è stato tirato dentro la controversia: «Tutti hanno spazio tutti i giorni – ha replicato ad Angeletti – Non è compito del governo decidere chi va in tv, ci sono direttori di telegiornali e di rete che provvedono alla programmazione». Poi c’è stata la decisione del CdA Rai, con quel che è seguito. Stamani, comunque, il ministro Gasparri sarà in tv, di buon’ora, a Unomattina. Il suo portavoce ha precisato però che «il ministro è stato invitato per parlare della conferenza ministeriale in programma a Cernobbio il 24 e 25 ottobre, sulla televisione digitale terrestre».