La rabbia e la preoccupazione degli ex dipendenti «Ferri Logistica»

29/01/2004


 
 
 
 
 
28 gennaio 2004
BISCEGLIE
Page 42



  
Home


Prima giornata di presidio davanti al deposito della strada vicinale Forchetto, tra sigarette e falò
In 200 senza lavoro e disperati

La rabbia e la preoccupazione degli ex dipendenti «Ferri Logistica»


Con le sigarette accese e sotto le luci dei lampioni, hanno trascorso la notte dinanzi al fuoco che ha provveduto a riscaldarli ma, anche, a tenere accesa la speranza. Quella di ritornare a lavorare e percepire uno stipendio.
E’ trascorsa così la prima giornata di protesta degli oltre 200 dipendenti della Ferri Logistica, l’azienda dichiarata fallita nei giorni scorsi dopo che il Tribunale fallimentare di Trani ha negato l’amministrazione straordinaria. Da ieri mattina, infatti, dopo aver incrociato le braccia, numerosi lavoratori hanno cominciato a presidiare l’area antistante i depositi della Ferri Logistica sulla strada vicinale Forchetto. La loro protesta, che proseguirà ad oltranza, è scattata subito dopo che il curatore fallimentare ha comunicato che i loro stipendi, dallo scorso 20 gennaio, non possono più essere garantiti.
Come dire, beffa su beffa. «E’ inaudito – gridano alcuni di loro -. Siamo stati abbandonati». La rabbia e la disperazione per non aver più uno stipendio, la si legge chiaramente nei loro occhi arrossati per il freddo. «In tutto questo tempo, nonostante i problemi che l’azienda stava attraversando – dice Domenico Doria, uno dei rappresentanti dei lavoratori – abbiamo ugualmente continuato a lavorare e continueremo a farlo nel momento in cui ci saranno date delle garanzie certe». Più in là, un altro gruppo di giovani lavoratori ha bloccato l’unica uscita utilizzata per il transito delle merci necessarie per rifornire gli oltre cento punti vendita «Arepo».
«Io, invece, – si fa sentire Domenico Procacci – non percepisco soldi dallo scorso mese di agosto quando, assieme ad oltre 130 colleghi, avremmo dovuto ricevere la cassa integrazione. Siamo ancora in attesa». «Purtroppo – aggiunge Davide Scrosati – fino a quando saremo considerati dipendenti Ferri, nessuno di noi potrà trovare lavoro altrove». Oltre ai cassintegrati (che di fatto non lo sono ancora), tra i 210 dipendenti delle Ferri Logistica ci sono anche (un’ottantina) coloro che, avendo sottoscritto un contratto di solidarietà, sino allo scorso mese hanno percepito uno stipendio minimo (poco più di ottocento euro). Adesso, però, tutti sono rimasti al «verde». Con familiari a carico.
«Le istituzioni non possono far finta di niente. Per il momento stiamo protestando in maniera civile ma potremo anche adottare altre iniziative». Alcuni di loro hanno intenzione di occupare la SS «98». Ieri pomeriggio, intanto, il sindaco di Corato, Luigi Perrone, dopo aver ascoltato alcuni lavoratori (ricevuti in mattinata a Palazzo di città) ha incontrato alcuni funzionari di «Arepo» presso la loro sede.
«Ai dipendenti ho espresso tutta la mia solidarietà – ha detto Perrone -. Ci attiveremo subito con le parti sociali e con l’ufficio del lavoro di Corato per attuare tutte le procedure possibili per andare incontro alle loro esigenze. Cercheremo di monitorare subito le qualifiche professionali dei dipendenti rimasti senza lavoro».

Gianpaolo Balsamo