La rabbia dei militari: dobbiamo arrangiarci

28/04/2006
    venerd� 28 aprile 2006

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      REAZIONI - IL COCER ACCUSA: �NON SI VA LONTANO SENZA ARMI, SENZA PREPARAZIONE, SENZA BENZINA�

        La rabbia dei militari: dobbiamo arrangiarci

          ROMA
          � molto difficile, in momenti come questi, vestire una divisa e parlare pubblicamente. Non soltanto perch� c’� di mezzo la gerarchia, ma per il dolore, e per la paura di non sapersi spiegare. Il generale dei carabinieri Serafino Liberati, che � il presidente del Cocer, il sindacatino dei militari, calibra le parole: �Dir� che siamo addolorati e basta. Il momento politico � cos� delicato… Qualunque parola pu� essere male interpretata�. Cautela estrema anche dal tenente colonnello Vito Campanella, che rappresenta gli ufficiali superiori dell’esercito, e che per� ha un rospo in gola: �Speriamo che ora non s’inneschi la bagarre politica e che i morti vengano trattati tutti alla stessa maniera. Per l’altro attentato di Nassiriya andava concesso un riconoscimento a tutti. E invece non tutti sono stati premiati�.

          Guardi che la bagarre � gi� partita. Quanto pu� incidere sul morale delle truppe? �Eccome se incide… Sono giovani questi nostri soldati. Il fatto stesso di non sentirsi coccolati, influisce sul morale. Dal nuovo governo cercheremo un chiarimento schietto�.

          Hanno un grande mal di pancia, insomma, i militari italiani. Che viene fuori incontenibile. Colpa dei tagli al bilancio. Degli stipendi fermi da troppo tempo. Anche dal vedere certa sinistra antagonista che s’avvicina all’area di governo. Il maresciallo dell’esercito Pasquale Fico, rappresentante nel Cocer dei suoi parigrado, quasi urla: �Io in Iraq ci sono stato quattro mesi nel 2004. La popolazione ci guarda con affetto. Sono pochi terroristi vigliacchi quelli che fanno questi attentati. Io penso che oggi tutta la nazione, a prescindere dalle posizioni politiche, si deve unire. Il nostro governo non si deve fare intimidire. N� questo che c’�, n� quello che verr�. Dobbiamo restare in Iraq finch� non ci sar� un governo stabile. E non mi si dica di mandare i civili, perch� sarebbe una strage tutti i giorni�. S�, bene, ma non sar� che il governo Berlusconi, lesinando i fondi alle forze armate, e tagliando via un pezzo alla volta, vi ha indeboliti? �Ovvio che problemi ci sono. Il personale che resta deve fare per chi manca. La posso dire tutta? I politici non dovrebbero giocare con il culo dei soldati. Perch� alla fine siamo noi che ci andiamo di mezzo… Io la penso cos�: non si possono fare le missioni con quattro soldi. Ma lo stato di sofferenza delle forze armate � sotto gli occhi di tutti. Non si va lontano senza armi, senza addestramento, senza benzina�.

          Della questione dell’addestramento parla fuori dai denti un altro maresciallo, l’elicotterista Domenico Leggiero, animatore di un Osservatorio militare che � diventato punto di riferimento di tanti in divisa. �Ho parlato – racconta – con alcuni amici che stanno l�. Ormai la dinamica � abbastanza chiara. Ma noi a Roma abbiamo il dovere di dire le cose come stanno. E non mi fa paura che mi trattino come un contestatore o un rompiscatole. Mancando i soldi, accadono cose incredibili. Quei poveri cristi che stanno l�, si devono arrangiare come possono. E’ il miracolo italiano, l’arte di arrangiarsi. Ma la catena logistico-operativa ormai � piena di buchi. Lo sapete che un anno fa � precipitato nel deserto un elicottero perch� l’equipaggio non era abbastanza addestrato? Facevano le ore di volo prescritte dai manuali volando gi� sul campo. E puntualmente � accaduto l’incidente. Ora io mi chiedo: com’� che nessuno s’� accorto di questo ordigno messo sulla strada dei nostri? Dove sono quelli che osservano, individuano, segnalano?�. Intende dire che ci sono falle nell’intelligence? �La prove tecniche di trasmissione c’erano state. Ripeto: la catena logistico-operativa � piena di buchi�.

            Ed � amara la considerazione del maresciallo dei carabinieri Giuseppe La Fortuna. Anche lui rappresenta il personale in divisa. �La politica – dice – a noi carabinieri ci ha messo sotto scacco. Il governo c’� e non c’�. Pure il nostro comandante generale c’� e non c’�. Scade tra una settimana: forse gli danno una proroga, forse no. Viviamo nelle tensioni. Tante tensioni. Tutti vorrebbero andare in missione all’estero perch� hanno il mutuo da pagare. Conosco un collega che ha fatto operare la moglie alle gambe e ora non riesce a ripagare le rate del prestito. Questa � la nostra situazione. E intanto le polemiche politiche si ripercuotono su di noi. A me non interessa che sia Bertinotti o Casini il presidente della Camera. Io rispetto la carica. Ma Bertinotti deve rispettare me: non il carabiniere, ma l’Arma�.

            (fra.gri.)