La Puglia «prova» l’apprendistato

29/03/2005
    martedì 29 marzo 2005

    sezione: NORME E TRIBUTI – pagina 26

    Delibera per i contratti professionalizzanti

    La Puglia «prova» l’apprendistato

    MARIA ROSA GHEIDO

    L a Giunta regionale della Puglia ha deciso di sperimentare il nuovo apprendistato professionalizzante. Si tratta di una delle tre tipologie in cui può configurarsi il contratto di apprendistato introdotto dal decreto legislativo 276/ 2003, in attuazione della legge 30/ 2003 di riforma del mercato del lavoro.

    Il contratto di apprendistato professionalizzante è finalizzato all’acquisizione di competenze di base, trasversali e tecnico professionali per il conseguimento di una qualificazione professionale attraverso la formazione sul lavoro. È la forma di apprendistato che più somiglia a quella tuttora applicabile e regolata dalla legge 25/ 55.

    La situazione dopo la riforma. Per il decollo del contratto di apprendistato professionalizzante occorrono atti normativi da parte delle Regioni, che debbono regolarne i profili formativi, fermo restando che la formazione può essere sia esterna che interna alle aziende, quando queste ultime siano attrezzate. Deve, inoltre, essere ancora istituito il « Repertorio delle professioni » presso il ministero del Lavoro, in base al quale la contrattazione collettiva può individuare la durata dell’apprendistato, sulla base delle competenze di base e tecnico professionali da conseguire e della eventuale qualifica professionale.
    In attesa della regolamentazione da parte di Regioni e parti sociali — come afferma il ministero del Lavoro nella circolare 40/ 2004 — « resta in vigore la vigente normativa in materia » . Tuttavia, alcune Regioni — fra cui Veneto, Puglia, Marche, Abruzzo e Liguria — hanno cominciato ad affrontare il problema o hanno dato soluzione provvisoria.

    D’altro canto, non è per ora utilizzabile l’apprendistato finalizzato al diritto dovere di istruzione e formazione, legato alla riforma del sistema scolastico. Invece, è possibile stipulare contratti di apprendistato per percorsi di alta formazione, in attuazione dell’articolo 50 del decreto legislativo 276/ 2003 in quelle Regioni che hanno avviato con il ministero del Lavoro protocolli d’intesa per la sperimentazione e siglato convenzioni con università, enti formatori, parti sociali.

    Il test in Puglia. Con deliberazione n.184 della Giunta del 2 marzo (pubblicata sul bollettino regionale 42 del 17 marzo 2005), la Puglia ha deciso una prima attuazione, in via temporanea e sperimentale, del contratto di apprendistato professionalizzante. Fermo restando il termine minimo di due anni per i nuovi contratti, il limite massimo di durata dell’apprendistato non potrà comunque superare i sei anni. A tal fine saranno computati tutti i periodi di formazione del lavoratore, anche se già effettuati, purché opportunamente documentati, registrati nel « libretto formativo del lavoratore » .

      Con la stessa deliberazione è stato attivato un " tavolo" presso l’assessorato al Lavoro e all’Istruzione, costituito dai rappresentanti delle organizzazioni datoriali e dei lavoratori più rappresentative e dai dirigenti dei settori Istruzione, Formazione professionale e Lavoro. La partecipazione è aperta anche ai referenti delle università pugliesi e del Politecnico di Bari. Il " tavolo" dovrà fornire il supporto per disciplinare i profili professionali e i percorsi formativi ( modalità di svolgimento e il numero di ore della formazione formale, valutazione e riconoscimento dei crediti formativi, individuazione dei tutor e loro competenze).

      Le altre esperienze. Anche la Lombardia ha avviato un periodo di due anni di sperimentazione del contratto di apprendistato professionalizzante al quale possono partecipare i datori di lavoro che, ai sensi dell’articolo 10 della legge 30/ 2003, applicano e rispettano integralmente il Ccnl per i dipendenti da aziende del terziario, della distribuzione e dei servizi sottoscritto il 2 luglio 2004 tra Confcommercio e Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil.

        In Veneto, dal 4 aprile, la nuova regolamentazione dell’apprendistato professionalizzante sarà avviata per i settori già disciplinati da contratti collettivi o da accordo interconfederali stipulato dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative sul piano nazionale o regionale. Per gli altri settori, la regolamentazione avrà efficacia dalla data di entrata in vigore della specifica contrattazione, in mancanza della quale continuerà ad applicarsi la previgente normativa in materia di apprendistato.

        La riforma
        Le previsioni del decreto legislativo 276/ 03 Y Tre tipologie. L’apprendistato è l’unico contratto a contenuto formativo ( a eccezione del contratto di formazione e lavoro nella pubblica amministrazione). Tre le tipologie previste del decreto legislativo 276/ 2003: apprendistato per assolvere il diritto dovere di istruzione e formazione; apprendistato professionalizzante per conseguire una qualifica; apprendistato per acquisire un diploma o per i percorsi di alta formazione Y Limiti. Per assolvere il diritto dovere all’istruzione potranno essere assunti, in tutti i settori di attività, con contratto di apprendistato, i ragazzi che abbiano compiuto i 15 anni. Per l’apprendistato professionalizzante e per conseguire un diploma o un titolo di studio universitario possono essere assunti i giovani da 18 a 29 anni ( 17 per chi ha una qualifica professionale conseguita nei percorsi di istruzione e formazione)