La prudenza di Pezzotta e l’affondo di Cofferati

05/03/2002






La prudenza di Pezzotta e l’affondo di Cofferati

La manifestazione della Cgil del 23 marzo e lo sciopero generale

      DA UNO DEI NOSTRI INVIATI
      TORINO – E adesso che cosa faranno Cgil e Cisl? Il passo indietro del governo sulle modifiche all’articolo 18 (disciplina dei licenziamenti) viene valutato, manco a farlo apposta, in maniera diversa dai sindacati.
      Con evidente soddisfazione dalla Uil, che aveva appunto chiesto di togliere questo argomento dalla trattativa e che adesso, con il segretario confederale Paolo Pirani. parla di «primo successo». Con cautela dalla Cisl, colta forse di sorpresa dalla mossa del ministro del Lavoro Roberto Maroni. E con assoluta indifferenza dalla Cgil. E’comunque evidente che, dopo le parole di Maroni al congresso della Uil, i leader della Cisl Savino Pezzotta e della Uil Luigi Angeletti potranno presentarsi all’apertura della trattativa sul mercato del lavoro sostenendo davanti alla Confindustria e alle altre associazioni imprenditoriali che di tutto si deve discutere meno che dell’articolo 18. La Cgil, invece, continuerà per la sua strada, disertando la trattativa e puntando sulla manifestazione nazionale del 23 marzo e sullo sciopero generale del 5 aprile.
      Ma la grossa incognita è rappresentata dalla Confindustria: il presidente Antonio D’Amato accetterà che della trattativa non faccia più parte l’articolo 18? E in questo caso insisterà comunque nel chiedere al governo che, alla fine del negoziato, riattivi le proposte di sospensione del diritto al reintegro? La decisione di Maroni, dice Raffaele Bonanni, segretario confederale della Cisl «è una buona notizia per chi, come noi, è interessato a discutere delle cose importanti, dagli ammortizzatori sociali al collocamento e alla formazione». «Serve a migliorare il clima – aggiunge – ma non modifica la situazione di scontro sull’articolo 18, che anzi torna nella disponibilità del governo, il quale ha subito sottolineato che non c’è alcuna decisione di stralcio».
      E’ probabile, quindi, che Pezzotta farà oggi al congresso della Uil un intervento improntato alla prudenza.
      Per la Cgil, invece, «non cambia nulla», come dice il vicesegretario, Guglielmo Epifani. Il governo non ha stralciato le proposte di modifica all’articolo 18 contenute nel disegno di legge delega sul mercato del lavoro e quindi non c’è ragione, dicono i più stretti collaboratori del segretario Sergio Cofferati (anche lui interverrà oggi al congresso Uil), per fare marcia indietro rispetto alle iniziative di lotta che la Cgil ha deciso. Anzi, dice Epifani, «le nuove affermazioni di Maroni segnalano le crescenti difficoltà del governo e confermano quindi l’efficacia dell’azione di contrasto intrapresa dal sindacato, in particolare dalla Cgil». E, secondo Epifani, in difficoltà ancora maggiori si trova il presidente della Confindustria, Antonio D’Amato. Il tutto mentre si avvicina la manifestazione del 23 marzo che, per la Cgil, continua a restare il passaggio fondamentale per sconfiggere il governo.
Enr. Ma.


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