La protesta dell’Europa sociale Sciopero e scontri in Spagna

30/09/2010

Decine di voli cancellati, servizi minimi per treni, metrò, autobus, ospedali e scuole, traffico stradale interrotto dai picchetti: la Spagna gira al rallentatore nella giornata del primo sciopero generale del governo Zapatero, nel giorno della mobilitazione indetta dalla Confederazione europea dei sindacati (Ces) contro le misure anti-crisi introdotte dai governi, e per rivendicare misure in favore del lavoro e della giustizia sociale. Centomila persone da 30 Paesi diversi, soprattutto belgi, tedeschi e francesi, ma anche polacchi e slovacchi, si sono riversate oggi nelle strade di Bruxelles al suono delle «vuvuzela». La marcia era aperta simbolicamente da falsi «businessman» con manifesti dell’« Associazione europea imprese fraudolente » e dell’«Unione europea degli speculatori». «I lavoratori – spiega il segretario generale della Ces John Monks – hanno un messaggio chiaro per i dirigenti dell’Europa: siete ancora in tempo a cambiare strada. Perchè questi piani avranno un effetto disastroso sulle persone e sull’economia ». Protesta anche a Roma, con la Cgil (ma non Cisl e Uil) in piazza e il leader Gulielmo Epifani che lancia l’affondo contro il governo:«Con un esecutivo che affronta la crisi attaccando i diritti, lasciando solo il Mezzogiorno, non affrontando i problemi della competitività, non ci può essere nessun patto per la crescita del Paese, che reclama invece un cambio radicale delle politiche», scandisce. «Il patto sociale presuppone la condivisione delle scelte – continua – Io chiedo un radicale cambiamento delle politiche. Ecco perchè questo rende non possibile un patto sociale con tutti, mentre è possibile un cammino su singoli temi nell’interesse dei lavoratori ».
FERITI E FERMATI In Spagna, intanto, la protesta promossa dai sindacati Ugt e Ccoo attacca la riforma del mercato del lavoro, che diminuisce le indennità di licenziamento, congela le pensioni e gli stipendi pubblici. Le manifestazioni più importanti a Madrid e Barcellona, teatri anche di disordini, scontri con la polizia, con un bilancio di una trentina di feriti e 80 arresti, auto e negozi presi a sassate. Lo sciopero generale è arrivato alla vigilia della presentazione in Parlamento della Finanziaria per il 2011, in un Paese strangolato dal debito e dove il tasso di disoccupazione è al 20%, il più alto dell’Ue. Manifestazioni e scioperi di trasporti e personale sanitario ospedaliero hanno creato molti disagi anche in Grecia. Ad Atene si sono fermati i mezzi pubblici, in tutto il paese hanno incrociato le braccia i ferrovieri. In sciopero anche i medici ospedalieri, cui si aggiunge la mobilitazione dei farmacisti contro i piani del governo di liberalizzazione. Le proteste giungono mentre il paese si trova alle prese con il blocco degli autotrasportatori, che ha lasciato vuoti i supermercati delle principali città e isole. La Grecia deve ottemperare agli obblighi di austerity e riforme economiche imposte dall’Unione e dal Fondo Monetario internazionale in cambio di un megaprestito di 110 miliardi, che ha per ora evitato al Paese la bancarotta