La protesta del Pd il 19 giugno Epifani: Cisl e Uil subalterni

09/06/2010

Il Pd lancia la manifestazione nazionale contro la manovra, al Pala-Lottomatica di Roma il 19 giugno, che farà da perno ad iniziative locali in tutta Italia: «Per un’altra politica economica, per la crescita e il lavoro contro una manovra ingiusta e sbagliata, per dare voce a tutti i protagonisti colpiti dalle scelte del governo». Si rafforza così il calendario delle proteste contro la manovra: domani scende in piazza Sinistra e Libertà, mentre la Cgil ha già annunciato la manifestazione nazionale del pubblico impiego per sabato, e lo sciopero generale di 4 ore il 25 giugno. Sciopero «separato » ancora una volta, accusato da Cisl e Uil di essere «politico». Adesso Guglielmo Epifani attacca: Cisl e Uil sono gli unicidue sindacati «fermi» in tutta Europa e «mostrano una subalternità verso le scelte del governo», dice il segretario generale della Cgil nella sua relazione al direttivo dell’organizzazione chiamata alla mobilitazione contro la manovra. «Tutti i sindacati, indistintamente – spiega Epifani – scendono in piazza e si mobilitano contro i provvedimenti dei loro governi, oppure li criticano, ultima la Dgb tedesca. Solo due organizzazioni sindacali sono ferme in tutto il panorama europeo: Cisl e Uil». Anche la Ces, ricorda il leader della Cgil, «ha deciso una mobilitazione europea per il 29 settembre. Se Cisl e Uil si mobilitassero con noi, se fossimo insieme il potere contrattuale
del sindacato italiano, la forza d’urto sarebbe molto maggiore ».
E dire che, dopo la decisione imposta dall’Europa e ben accetta dal governo di portare a 65 anni l’età pensionabile per le dipendenti statali entro il 2012, persino Bonanni ha alzato il sopracciglio, sostenendo che il pubblico impiego ha già pagato abbastanza. Per Epifani «si profila una cosa mai vista, un salto brutale di cinque anni, del tutto iniquo per le donne». «Il governo ha fattoun capolavoro – continua – ha varato provvedimenti- spot per fare cassa, ora
deve subire la decisione Ue, e tutto senza mai intervenire sul problema vero del sistema pensionistico, e cioè sulla prospettiva previdenziale dei giovani e a favore di un principio di equità intergenerazionale. L’unica soluzione vera, moderna, equa e rispettosa del principio di stabilità finanziaria è quella della flessibilità in uscita per la vecchiaia, uguale per uomini e donne, pubblici e privati». SOLDI E BINOCOLO
Mentre Berlusconi ripete come un mantra che la manovra «riduce le le spesa e incentiva la ripresa», ne parla anche il ministro Tremonti, ieri all’Ecofin di Lussemburgo. Esulle pensioni conferma: dall’equiparazione dell’età per donne e uomini, per i conti pubblici ci saranno solo «piccoli risparmi», almeno «nei primi tre anni». Alla vigilia della discussione parlamentare, il superministro lan- cia un monito: «La manovra deve restare così. A saldi e soldi invariati».
Rinnega d’un fiato il giogo europeo: «Abbiamo fatto la politica necessaria, che l’Italia avrebbe comunque dovuto fare vista la situazione del debito ». E riporta mirabolanti stime della lotta all’evasione fiscale: porterà «risultati eccezionali» già nel 2010, maggiori entrate per 1,8 miliardi fra entrate fiscali e contributi (1,3 miliardi) e per 0,5 miliardi per entrate diverse come canoni. A regime, nel 2013, sono previste maggiori entrate per 6,6 miliardi. Tutti soldi
che secondo Bersani «Tremonti vedrà col binocolo», anche perchè «la grossa evasione l’ha già lasciata andare, e questo è uno dei lati zoppicanti della manovra che ci preparerà cattive sorprese tra pochi mesi». Altro cavallo di battaglia di Tremonti, il federalismo fiscale, sul quale intende accelerare e che lui stesso definisce «l’unico modo per mettere sotto controllo la spesa pubblica». Perchè, incredibile mavero, aggiunge come motivazione: «Siamo gli unici in Europa ad avere dei governi locali irresponsabili sulla spesa pubblica».