La protesta dei tour operator

10/07/2010


Astoi critica la campagna del ministro Brambilla La protesta dei tour operator Marika Gervasio MILANO . Ben venga qualsiasi iniziativa di promozione del nostro paese come destinazione turistica, ma non a discapito dei viaggi all`estero, una componente di business importante per gli operatori turistici italiani. La critica arriva da Roberto Corbella, presidente dell`Astoi, l`associazione dei tour operator italiani, ed è rivolta al ministro del Turismo Vittoria Brambilla e ad alcune sue dichiarazioni in occasione della recente presentazione del nuovo spot che invita gli italiani a passare le vacanze entro i confini nazionali.

«Ho visto e apprezzato lo spot realizzato con la collaborazione del presidente del Consiglio – scrive Corbella in una lettera aperta destinata al ministro Brambilla -. Certamente gli italiani hanno ancora molto da scoprire del nostro bel paese e, quindi, trovo l`esortazione da lei ri- volta a tutti noi un suggerimento utile e opportuno. L`invito a scegliere l`Italia in sostituzione di altri paesi è, invece, a mio avviso non opportuno, perché rischia di essere percepito come suggerimento autarchico».
I viaggi all`estero sono una componente importante del settore, basti pensare,, solo per fare un esempio, agli operatori dei trasporti.
«Non è solo trascorrendo le vacanze in Italia che si contribuisce all`economia del nostro paese – aggiunge Corbella -.
Prendiamo, ad esempio, il settore dei trasporti, dalle compagnie aeree agli aeroporti fino alle ferrovie:
in mancanza del traffico verso l`estero il settore entrerebbe in forte crisi».
Il mondo del turismo, si legge ancora nella lettera, «è composto da tante piccole e medie imprese per le quali la divisione tra traffico in entrata e in uscita non è così netta. Per sostenere la loro economia, e contribuire all`andamento di quella nazionale, tali aziende debbono essere in grado di soddisfare appieno il mercato, rispondendo alla domanda, oggi più che mai guidata dai prezzi».
Secondo i dati della Banca d`Italia, nel primo trimestre dell`anno la bilancia dei pagamenti nel settore turistico haregistrato un saldo attivo di 827 milioni di euro, in crescita del 62%.
«Cosa succederebbe se questa tendenza di scoraggiare i viaggi all`estero prendesse piede anche in quei paesi di cui noi siamo meta? Chi avrebbe più da perdere?» chiede Corbella al ministro. t sbagliato dunque parlare di «abitudine esterofila» dei turisti italiani.
L`Italia deve attrarre «vincendo la sfida con le altre destinazioni – conclude Corbella – per l`offerta migliore e non restando arroccata su posizioni di difesa o colpevolizzando scelte diverse».