La promessa di Prodi ai sindacati: «Finanziaria equa»

31/07/2006
    sabato 29 luglio 2006

      Pagina 6 – Economia/Oggi

        La promessa di Prodi
        ai sindacati: �Finanziaria equa�

          Una �cabina di regia� a settembre
          Montezemolo: � ora di decisioni forti

            di Felicia Masocco / Roma

              RICOGNIZIONE – Il men� pare lasciasse a desiderare. Pazienza. Quel che interessa � che la colazione che ieri ha riunito parte del governo, sindacati e Confindustria segner� l’avvio della concertazione targata Prodi, in vista di una manovra da 35 miliardi di euro. Si parte a settembre con una serie di tavoli, ma un paio – su Sud e trasporti – esordiranno gi� la prossima settimana. La �cabina di regia� sar� a Palazzo Chigi, cos� hanno chiesto Cgil, Cisl e Uil e nonostante la prudenza delle dichiarazioni della presidenza del Consiglio che si � riservata di valutare, pare che non ci siano impedimenti di sorta. Sarebbe un’inversione di tendenza rispetto al precedente governo, � la posizione del ministro del Lavoro.

              Al terzo piano di Palazzo Chigi, nell’appartamento del premier, si sono ritrovati i ministri Padoa-Schioppa, Bersani e Damiano, Santagata, il sottosegretario Letta con il presidente di Confindustria Montezemolo, i leader di Cgil, Cisl e Uil Epifani, Bonanni, Angeletti. Si � subito capito che il clima sarebbe stato diverso da quello piuttosto teso dell’incontro precedente, giusto un mesa fa, quando la linea rigorista del titolare dell’Economia infuocava le reazioni sindacali. �Non si � parlato di tagli�, ha sintetizzato a fine pranzo Raffaele Bonanni. Come dire, una buona notizia.

              Si � molto parlato di lavoro, di produzione, di diseguaglianze. Lo stesso Romano Prodi ha riconosciuto che la situazione della distribuzione dei redditi nel nostro paese � troppo diseguale, ci batte solo la Spagna, ma per quanto ancora? Un’attenzione del premier che fa dire a Bonanni �che lo scenario � cambiato�, non si � parlato di tagli �ma di equit�, lotta all’evasione e politiche per la crescita�. �Siamo dentro una strada pi� giusta�.

              In realt� la strada � solo tratteggiata, � strettissima come ha pi� volte sottolineato Guglielmo Epifani, e va percorsa tutta. Fissato l’obiettivo comune della crescita e del rilancio dell’economia si tratta di capire cosa fare. L’incontro di ieri � servito per una una prima ricognizione dei temi da affrontare in vista della Finanziaria. Tutti d’accordo a procedere per argomenti, per tavoli ministeriali o interministeriali. Ma per i sindacati occorre anche con uno step superiore, a palazzo Chigi, nel caso si verificassero quelle che Epifani ha definito �distonie�. �Ci attendiamo un coordinamento forte da palazzo Chigi�, ha detto il leader della Cgil. Intanto i sindacati sono pronti a fare la loro parte, �dovremo presentare un proprio preciso punto di vista�. Una prima riunione unitaria degli organismi dirigenti � fissata per i primi di settembre, ma c’� anche da recuperare un rapporto pi� diretto nei luoghi di lavoro. La stagione non � semplice, non si pu� dare nulla per scontato.

              A settembre dunque i tavoli di confronto sul taglio del cuneo fiscale, sulle pensioni, sul pubblico impiego. Temi ieri solo accennati, giusto per ribadire, ad esempio che il taglio dei rendimenti previdenziali suggerito dal Nucleo di valutazione non � strada praticabile, �nessun automatismo tra decisioni del Nucleo e revisione dei coefficienti di trasformazione delle pensioni. Non si pu� scaricare sui giovani la mancata crescita del Pil�, avverte subito Epifani appoggiato da Angeletti che ribadisce: �Restiamo sulle nostre posizioni. Le pensioni sono gi� troppo basse�. Bonanni semplifica: �Il Nucleo mi ricorda Almunia: lo scorso anno sembrava tutto a posto mentre ora fa previsioni drammatiche. � un teatrino di Pupi che non mi piace�.

              Al termine tutti abbastanza soddisfatti. Il premier, i ministri, i sindacati, il presidente di Confindustria che tra farfalle al pesto e �il solito� pesce bollito � tornato a chiedere �decisioni coraggiose� e a sollecitare �sostegno alla crescita e alle imprese�, oltre che una politica che abbatta finalmente i costi dell’energia.

                Cos� i presenti. Gli assenti invece non hanno gradito l’esclusione. A partire da Confcommercio. �Purtroppo c’� stato un grande assente, il terziario e le piccole e medie imprese cio� il 65% del Pil e dell’occupazione�, lamenta il presidente Carlo Sangalli. Gli fa eco Confartigianato dicendo �no alla concertazione di seconda mano�. Da palazzo Chigi la rassicurazione che le consultazioni continueranno la prossima settimana con le parti sociali ieri assenti.