La produzione in caduta libera

31/05/2005
    martedì 31 maggio 2005

    ECONOMIA ITALIANA- pagina 18

    CsC: a maggio è ai minimi dal 1998

      La produzione in caduta libera

        VINCENZO CHIERCHIA

        ROMA • A maggio le lancette dell’orologio della produzione industriale si sono ritrovate indietro di ben otto anni. Secondo le stime dell’indagine congiunturale rapida effettuata dal Centro studi di Confindustria (CsC), nel mese di maggio c’è stato un calo dell’indice della produzione industriale ( corretto per la componente stagionale e il numero dei giorni lavorati) dello 0,6% rispetto al mese precedente.
        E l’indice è tornato sui livelli minimi del 1998.

        Le stime del CsC sulla produzione non lasciano adito a dubbi sulla gravità della situazione dell’industria italiana. Nei confronti dello scorso anno — sottolinea l’analisi CsC — la produzione corretta per il numero dei giorni lavorativi ( se ne registra uno in più rispetto al mese di maggio del 2004) è in diminuzione del 3,7% mentre, in termini grezzi, le quantità prodotte si contraggono di 1,1 punti percentuali.

        Il bilancio di quello che avrebbe dovuto essere un anno di recupero, nella media dei primi cinque mesi segna per la produzione industriale, sempre a parità di giornate lavorative, una flessione del 2,8% rispetto allo stesso periodo del 2004 ( 3,6% in termini grezzi), e rispetto ai livelli medi registrati da agosto a dicembre dello scorso anno presenta una diminuzione dell’ 1,8 per cento.

        E all’orizzonte non si intravvede alcuna possibile inversione di tendenza. I dati CsC si rivelano preoccupanti rispetto al flusso dei nuovi ordini acquisiti dalle aziende industriali che lavorano su commessa: nel mese di maggio, l’indagine congiunturale rapida ha registrato una flessione sia rispetto ad aprile (3,3%) sia nei confronti dello stesso mese dello scorso anno (4,8%). E la flessione tendenziale di maggio segue il tonfo rilevato ad aprile (7,8%).

        I prezzi. Frenano intanto i prezzi alla produzione. Secondo i dati Istat diffusi ieri il tasso tendenziale ad aprile è calato al 4,4% dal 4,8% di marzo ( prima battuta d’arresto dopo tre mesi di aumenti); si tratta comunque di uno dei tassi più elevati dal 2001. A livello mensile la crescita dei listini è stata dello 0,1 per cento.

        L’effetto energia si è fatto sentire in maniera apprezzabile (+ 15,7% i prezzi). L’indice al netto dei prodotti energetici registra un calo congiunturale pari a 0,1%, e una crescita annua del + 2,2% (la metà dell’incremento complessivo).

          La variazione della media dell’indice generale negli ultimi 12 mesi rispetto ai 12 mesi precedenti è risultata pari a + 3,9%. La crescita dei quattro mesi 2005 è stata pari a + 4,6 per cento. « La forbice tra beni alla produzione e beni al consumo è ormai allo 0,7% — ha detto il presidente di Confcommercio Sergio Billè —. La forbice si è chiusa e malgrado questo non si riesce a vendere. Segno evidente che il problema è altrove, non nel prezzo di vendita, ma nel potere di acquisto » .