La produzione decolla, +5,5% nel 2010

11/02/2011

Ma la proroga per i ricorsi dei precari torna a rischio. Evasione, recuperati 25 miliardi
ROMA – Riprende slancio la produzione industriale: a dicembre l´indice grezzo, rilevato dall´Istat, ha registrato un aumento dell´8,7%, permettendo così alla media annua di raggiungere una crescita del 5,5% sul 2009. Un risultato finalmente positivo dopo due anni di rosso: la produzione industriale ha registrato infatti nel 2008 una contrazione del 3,2%, e nel 2009 è andata ancora peggio, -18,4%. Certo, avverte Confindustria, «rimane ancora ampio il gap dal picco di attività pre-crisi (aprile 2008): -17,1%».
Corretta per gli effetti di calendario, la media annua della produzione industriale registra un +5,3%, mentre a dicembre il rialzo è del 5,4%; +0,3% l´aumento su novembre. Per il ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani i dati Istat confermano il «trend positivo del made in Italy dopo la grave crisi del 2009».
I sindacati sono molto più scettici, e in particolare la Cisl sottolinea come l´aumento di produzione non si sia tradotto al momento in una ripresa dell´occupazione. E intanto sui precari rischia di diventare definitiva la "tagliola" del collegato lavoro, che aveva fissato al 23 gennaio il termine per l´impugnazione dei contratti a tempo determinato. Un emendamento al milleproroghe presentato dal Pd e approvato dalle commissioni Affari Costituzionali e Bilancio del Senato prevede la sospensione della norma per tutto il 2011. Tuttavia il relatore del milleproroghe, Gilberto Pichetto Fratin (Pdl), ha detto che il testo sul quale verrà posta la fiducia non includerà l´emendamento Pd a favore dei precari. «Sarebbe gravissimo», hanno replicato diversi esponenti del Pd.
Alle buone notizie sulla produzione industriale, si aggiungono quelle sul fronte delle entrate. Infatti l´Agenzia delle Entrate, l´Inps ed Equitalia hanno annunciato il recupero per il 2010 di 25,4 miliardi. Il dato Inps, 6,4 miliardi, +12% sul 2009, si riferisce all´evasione contributiva, mentre Equitalia ha riscosso 1,9 miliardi. All´Agenzia delle Entrate fanno capo 10,5 miliardi derivanti dal recupero dell´evasione fiscale (+15% rispetto al 2009) e 6,6 miliardi relativi a minori crediti d´imposta tributari utilizzati in compensazione rispetto al 2009. Quest´ultima cifra è stata recuperata grazie al fondamentale contributo dei commercialisti, fa notare il presidente dell´Ordine, Claudio Siciliotti, che chiede pertanto «un maggiore riconoscimento» di questo ruolo di grande importanza. In effetti, dei 25,4 miliardi recuperati solo 10,5 vengano dall´evasione vera e propria e, afferma l´ex ministro delle Finanze del Pd Vincenzo Visco, sono in parte il frutto di un intenso lavoro sulle imprese avviato dal precedente governo. Dal momento che ci si riferisce a incassi effettivi, infatti, non può trattarsi dell´evasione 2010, che al massimo può essere stata iscritta a ruolo. Solo una minima percentuale dell´iscritto a ruolo si traduce in riscosso: nel 2007 ci si è fermati al 7,37%, risulta dal "Giudizio del rendiconto generale dello Stato" della Corte dei Conti. E comunque questi 10,5 miliardi non costituiscono un "tesoretto" che potrebbe essere utilizzato per diminuire la pressione fiscale: sarebbero stati già in buona parte contabilizzati come "maggiori entrate" dalla manovra dello scorso anno.