La produttività in caduta libera Famiglie sempre più indebitate

04/08/2010

Istat, Bankitalia, Confindustria…, ieri le voci della crisi si sono levate assortite da alcune fra le principali istituzioni ed associazioni del Paese. Produttività, debiti, disoccupazione…, fotografie statistiche da angolazioni differenti dello stesso soggetto, ovvero un Paese che non riesce a lasciarsi alle spalle una recessione che va ben al di là delle asettiche misurazioni del prodotto interno lordo. La produttività del lavoro italiano arranca: negli ultimi 30 anni è cresciuta ad una media annua dell’1,2% e già nell’ultimo decennio il suo valore è risultato negativo dello 0,5%. Ma nel periodo 2007-2009, rileva l’Istat, pur in presenza di una sensibile caduta delmonteore lavorato, la produttività ha fatto registrare un vero e proprio crollo: -2,7 per cento in media d’anno. Dai dati dell’Istituto nazionale di statistica emerge inoltre il contributo rilevante alla produttività fornito dal capitale, e il fatto che tra tutti i settori produttivi, l’agricoltura sia l’unico che non ha mostrato andamenti negativi né nell’ultimo decennio, né nell’ultimo triennio. Di contro, negli altri settori la produttività del lavoro è diminuita inesorabilmente con tassi compresi tra -0,5 e -1,0%. Da Via Nazionale sono invece arrivati numeri pesanti relativi all’indebitamento delle famiglie, passati da 773,218 a 797,611 miliardi di euro nei primi tre mesi dell’anno in corso. Il supplemento al Bollettino statistico di Bankitalia quantifica in una percentuale del 3% l’incremento su base annua. Nel trimestre precedente, i debiti ammontavano a 795 miliardi di euro. In particolare, rispetto al primo trimestre del 2009, i prestiti a medio/ lungo termine (i mutui) sono saliti da 599,9 a 615,7 miliardi, quelli a breve termine da 55,8 a 61,3 miliardi. SEMPRE PIÙ CIG Quanto a Confindustria, ha preso in esame l’andamento dell’occupazione dipendente nelle imprese associate con esiti per nulla confortanti.
Infatti, i posti di lavoro risultano diminuiti del 2,2% nel 2009. E purtroppo «la domanda di lavoro ha continuato a contrarsi nella prima metà del 2010, soprattutto quella a tempo indeterminato, nelle imprese grandi, industriali e del Nord Italia». Dall’indagine emerge inoltre il ruolo crescente svolto dagli ammortizzatori sociali: «La Cassa integrazione ha attutito le conseguenze occupazionali, frenando la perdita di posti di lavoro. Nel 2009 l’ha utilizzata una impresa su due nell’industria, ma anche quasi una su dieci nei servizi. E gli ammortizzatori sociali hanno assorbito potenziale forza lavoro pari al 9,1% delle ore lavorabili nell’industria, ed al 2,1% nei servizi»