La priorità degli italiani adesso è frenare il carovita (R.Mannheimer)

04/10/2004

        lunedì 4 ottobre 2004

        il Sondaggio
        La priorità degli italiani adesso è frenare il carovita
            di Renato Mannheimer

            Negli ultimi giorni il dibattito politico si è fortemente accentrato sulle tematiche economiche. Se ne è parlato a Capri, al convegno dei giovani imprenditori, a Washington, in occasione della riunione del G7 e in molti altri contesti. E, ancora ieri, la politica fiscale del governo è stata oggetto di una lettera sul «Corriere» da parte del presidente del Consiglio. Questa particolare attenzione verso l’economia non è legata solo alla presentazione della Legge finanziaria e alle reazioni critiche che quest’ultima ha suscitato. E’ dovuta anche – soprattutto – al fatto che proprio i provvedimenti in materia di economia – e di fisco in particolare – costituiscono il nucleo principale delle attese – e, per ora, delle critiche – dei cittadini nei confronti dell’esecutivo. Non a caso, tra le cinque «cose più urgenti» che il governo dovrebbe fare, secondo gli elettori, quattro hanno a che fare con il fisco e l’economia. Con una significativa differenza rispetto al periodo prima dell’estate. La richiesta di diminuzione delle tasse, che allora costituiva la priorità in assoluto, è passata in quinta posizione. E il controllo dei prezzi – che è l’aspetto di politica economica che viene percepito più diffusamente e più da vicino dai cittadini – occupa, già dal giugno scorso, il primo posto nell’elenco. A questa aspettativa fa seguito, prima ancora della lotta al terrorismo (che pure, come si è documentato di recente, viene percepito come una minaccia sempre più vicina e incombente), l’esigenza generale di un «rilancio dell’economia del Paese».
            Con differenze, ovviamente, in relazione all’orientamento politico. I votanti per i partiti dell’opposizione sottolineano più fortemente l’urgenza di un più incisivo controllo dei prezzi. Mentre gli elettori delle forze del centrodestra domandano, come sempre, in misura maggiore (ma con minore intensità di un tempo e subordinatamente al rilancio dell’economia del Paese in generale) la diminuzione della pressione fiscale. Ma, a destra come a sinistra, sono proprio i temi di politica economica a suscitare i dissensi maggiori nei confronti dell’operato del governo sino a questo momento. In particolare, ben metà dell’elettorato della Casa delle libertà esprime la propria insoddisfazione a riguardo.
            Per questo, Berlusconi ha scelto di intervenire personalmente su queste questioni e, nello specifico, di reiterare la promessa di diminuzione delle tasse. Tutte le ricerche indicano, infatti, come sia proprio sulla politica economica e fiscale che il governo – e la stessa persona del presidente del Consiglio – giocano la vittoria o la sconfitta alle prossime elezioni politiche e, prima ancora, a quelle regionali.



        Economia