La prima frenata della cassa integrazione A sorpresa l’utilizzo è inferiore alle richieste

04/02/2010

A gennaio chiesto il 186% di ore in più rispetto al 2009, calo del 17% su dicembre
ROMA— Nel 2009 sono state autorizzate 915,7 milioni di ore di cassa integrazione, il massimo storico, ma quelle effettivamente utilizzate sono state 515,7 milioni, cioè il 56,3%. Ci sono insomma 400 milioni di ore di cassa integrazione domandate dalle aziende, autorizzate dall’Inps, ma non usate. Il cosiddetto tiraggio, che era stato del 73,1% nel 2008, è sceso appunto al 56,3% l’anno scorso. Ma a sorprendere di più è il fatto che il tiraggio più basso si è avuto in alcune delle regioni maggiormente industrializzate. A guidare la classifica c’è infatti la Lombardia con il 43,1% di ore utilizzate (121,1 milioni contro 280,8 milioni richieste). Al secondo posto il Piemonte con il 47,9% (90 milioni invece di 187,8). I queste due regioni, quindi, le aziende usano meno della metà della cassa ottenuta.
Al terzo posto la Liguria con il 55,8%, al quarto il Lazio col 58,5%. Tassi più elevati, invece, in Emilia Romagna (73,8%) e Campania (80,4%). Al 60% il tiraggio della Puglia. Questi dati nulla tolgono alla gravità della crisi, alle centinaia di migliaia di posti di lavoro persi e al milione di operai e impiegati toccati l’anno scorso in vario modo dalla cassa integrazione, secondo le stime sindacali. Crisi che non è affatto finita. Basti pensare che a gennaio del 2010 sono state autorizzate 84,5 milioni di ore di cassa integrazione, il 186,6% in più rispetto a gennaio del 2009. Ma segnalano, dice il presidente dell’Inps Antonio Mastrapasqua, «la forte paura iniziale, che ha spinto le aziende a chiedere più ore del necessario». Negli ultimi mesi, prosegue, si registra «una frenata: rispetto a dicembre del 2009 la cassa integrazione richiesta è scesa complessivamente del 17%, quella ordinaria è in flessione da quattro mesi e a gennaio, per la prima volta, abbiamo visto una diminuzione delle richieste della cassa straordinaria e di quella in deroga».
Per la Cgil la situazione rimane drammatica. «Gli 84,5 milioni di ore autorizzate di cassa integrazione autorizzate a gennaio sono pari al 40% di tutte le ore del 2008 — dice Fulvio Fammoni —. Inoltre, la disoccupazione ordinaria supera 1.213.000 unità nel 2009, ovvero il doppio dell’anno precedente, e sommata a mobilità e disoccupazione con requisiti ridotti arriva a circa 2 milioni di domande presentate». Anche per Giorgio Santini (Cisl) è presto per parlare di ripresa, «anche se i dati sul tiraggio mostrano qualche segnale positivo». Susanna Camusso (Cgil) dice che un tiraggio così basso è dovuto anche al fatto che «fino a poco tempo fa le richieste di cig si facevano per settimane anche se le aziende ne avevano bisogno per qualche giorno, poi le regole sono cambiate e adesso si fanno sui giorni previsti».
Mastrapasqua sottolinea invece l’effetto grandi aziende, nel senso che sono soprattutto queste «a presentare richieste di cig a zero ore per tutti i lavoratori che poi non hanno seguito», e la novità della cig in deroga, estesa a settori che prima non l’avevano e che, anche loro, tendono a fare scorta di ore che poi non utilizzano (il tiraggio qui è al 53,5%): «Le Regioni che concedono la cig in deroga ci mandano i decreti, ma poi le aziende spesso non ci fanno avere i nomi dei lavoratori perché non usano più la cig».