La «prima» di Bonanni: attacco alla Cgil

28/04/2006
    venerd� 28 aprile 2006

    Pagina 14 – Economia & Lavoro

      Cisl, la �prima� di Bonanni: attacco alla Cgil

        L’amarezza di Pezzotta: lascio per evitare fratture. Gelo con il nuovo leader

          di Felicia Masocco/ Roma

            ESORDI- Raffaele Bonanni � il nuovo segretario generale della Cisl, Pierpaolo Baretta � il segretario aggiunto. Sono stati eletti ieri al Palazzo dei Congressi di Roma dove neanche mesi 10 mesi fa la Cisl aveva tenuto il congresso confermando la leadership di Savino Pezzotta almeno fino al 2007. Le cose sono andate diversamente, ieri il sindacato di via Po ha voltato pagina. �Sereno ma amareggiato� Pezzotta se ne � andato cinque minuti dopo la conclusione del suo intervento in cui tra l’altro, ha ammesso di aver fallito sull’obiettivo della �nuova unit� interna. Non ha atteso che Bonanni venisse eletto, non ha neanche salutato i suoi predecessori, Carniti, Marini, D’Antoni seduti in prima fila. Come nel suo stile non ha edulcorato la realt�.

              Eletto con 220 voti su 243, Bonanni non ha avuto problemi a parlare di unit� della Cisl. La prima pagina e mezza del suo discorso di insediamento � dedicata al suo sindacato. Ma � l’attacco alla Cgil che lo appassiona, un affondo che poi � diventato il cuore del suo intervento d’esordio quasi che volesse stornare l’attenzione dai problemi interni al suo sindacato resi visibili dal saluto glaciale di Pezzotta. L’assist lo ha dato la legge 30. Riferendosi alla cancellazione, Bonanni ha detto: �Quello di Epifani � stato un errore incredibile. Mentre si propone come custode abusivo di Prodi, rischia, se dovesse insistere in questa bieca iniziativa, di essere la pietra al collo che lo far� affogare�.

                Parole durissime, che rinviano a pagine difficili, alle divisioni sull’articolo 18 e sul Patto per l’Italia. Per Bonanni �la Cgil parte con il piede sbagliato, la sua richiesta non � condivisibile�. Perch�, tra l’altro, �la sommaria liquidazione della legge Biagi conferma la pregiudiziale chiusura ad una politica sindacale riformatrice e marca una rottura preventiva con Cisl e Uil�.

                  Sembra qualcosa di pi� della necessit� di un leader di posizionarsi o di accarezzare le corde dell’orgoglio identitario del suo popolo. Quello lanciato ieri � un guanto di sfida ad Epifani. Il quale sceglie di non replicare, ma colpisce la stringatezza del comunicato con gli �auguri di buon lavoro� al nuovo vertice partito da Corso d’Italia a nome di tutta la segreteria Cgil, in cui si saluta �con grande affetto� Savino Pezzotta che Epifani ha poi salutato con una lunga telefonata. Ha invece commentato il segretario nazionale della Fiom Giorgio Cremaschi che ha parlato di �distanze abissali�.

                    Al neo segretario della Cisl e al suo vice Baretta (che ha avuto 171 voti su 207) sono arrivati moltissimi messaggi di auguri da uomini e donne delle istituzioni, dei partiti di entrambi gli schieramenti con un �grazie� al leader uscente. Auguri da Romano Prodi �certo di poter contare su interlocutori competenti e seri, nel quadro di un rinnovato dialogo tra governo e forze sociali�. E poi da Luigi Angeletti, dalle organizzazioni di impresa, da quelle sociali.

                      Al governo e a Cgil e Uil Raffaele Bonanni ha suggerito un �positivo pragmatismo� come approccio che le confederazioni devono avere per riprendere il confronto sulle questioni aperte: il mercato del lavoro e la riforma contrattuale (con l’invito a Confindustria a �non essere miope�). �Non servono continue drammatizzazioni che lacerano e paralizzano – azzarda -. � necessario far convivere il pluralismo con le scelte unitarie�. La concertazione chiesta al governo non deve invece essere �onnicomprensiva�. Piuttosto �un’intesa, una coalizione sociale, che selezioni alcuni temi prioritari�. Il suo intervento si conclude con l’annuncio che la Cisl sar� in campo per il no al referendum sulla Costituzione. Quindi il sostegno a Franco Marini per la sua candidatura. Infine il saluto a Savino Pezzotta che per� era gi� andato via. �Ci sono stati fatti interni che mi hanno consigliato per il bene della Cisl di accelerare i tempi, con l’obiettivo di evitare una rottura dopo certe espressioni e giudizi che mi avevano profondamente ferito�, aveva spiegato. Per lui l’applauso della Cisl.