La preda più ambita dalla finanza: il Tfr

08/03/2002



08 Marzo 2002



La preda più ambita dalla finanza: il Tfr
Una lettera di un rappresentante sindacale mette a nudo un meccanismo semplice, quasi una rapina

Caro manifesto,
è facile dimostrare, conti alla mano, che se una parte del tfr fosse semplicemente devoluta all’INPS si potrebbero centrare i seguenti obiettivi:

1) salvaguardare il principio della pensione pubblica;
2) mantenere l’attuale grado di copertura della stessa;
3) garantire anche nel futuro la continuità di erogazione e la buona salute dell’INPS;
4)
continuare a percepire la buonuscita, anche se ridotta.
Invece gli scopi che si vogliono perseguire nel medio periodo costringendo i lavoratori a mettere i loro tfr nelle tasche del capitale finanziario sono i seguenti:

1) abbassare gradatamente il grado di copertura della pensione pubblica;
2) trasformare il "diritto" alla pensione in un "prodotto" finanziario che il lavoratore deve acquistare, assumendosi tutti i rischi del mercato;
3) trasferire coercitivamente migliaia di miliardi ogni anno nelle casse delle banche e delle assicurazioni private;
4) abbassare i salari e le pensioni;
5) costringere i lavoratori a sostenere con i loro soldi le politiche antisociali e colonialistiche – compresi i traffici di armi e l’aggressione ai paesi in via di sviluppo – che le multinazionali e le banche attuano
ogni giorno.
Il recente fallimento Enron e la crisi dei fondi Calsper, che hanno defraudato della loro pensione decine di migliaia di lavoratori americani, dimostrano qual è il meccanismo in cui saranno costretti a entrare i lavoratori, obbligati per legge ad avere il privilegio di condividere le perdite del capitale finanziario senza avere il diritto di condividerne i profitti.
Rimane consegnata alla storia l’enorme responsabilità del nostro centrosinistra, incapace culturalmente e politicamente di costruire possibilità diverse da quelle indicate dai postulati neoliberisti, e sempre pronto – si tratti di fondi pensione o di sistema maggioritario – a parlare inglese senza saper guardare né al nostro passato né al domani.
Ma grande è anche la responsabilità dei sindacati confederali, che proprio recentemente (ipotesi di accordo del 4 febbraio u.s., punto n.9) chiedono lo smobilizzo del tfr anche nel settore pubblico, fornendo alibi e forza al progetto berlusconiano che mira a impoverire lo stato, mettere in crisi l’INPS e favorire l’ingresso di "soggetti privati" (cioè Berlusconi, Moratti, Agnelli e altri) nel
mercato delle pensioni.

Carlo D’Adamo
(delegato Cobas rsu ISIS "Archimede" – S. Giovanni in Persiceto)