La precarietà non piace a molti italiani e neanche l’indebolimento sindacale

25/11/2002





RAPPORTO / LAVORO INTERINALE
lunedi 25 Novembre 2002
pag. 46

l’indagine

La precarietà non piace a molti italiani e neanche l’indebolimento sindacale



Alla fine del 2001, erano circa 500.000 gli italiani che lavoravano con un contratto di lavoro temporaneo.
Insomma, il lavoro interinale non è più uno strumento sconosciuto ai lavoratori, ma qual è il giudizio della popolazione italiana su questo argomento?
A questa domanda ha cercato di trovare una risposta una ricerca demoscopica, che è stata commissionata da Obiettivo Lavoro, una società di lavoro interinale, a Astra/Demoskopea e che è stata condotta all’inizio del 2002.
L’interessante indagine, basata su 1.000 interviste telefoniche effettuate su un campione rappresentativo della popolazione italiana tra i 14 ed i 79 anni, ha innanzitutto dimostrato che il settore è tutt’altro che sconosciuto o misterioso visto che il 74% degli intervistati conosce il lavoro interinale, sa cos’è, ne ha sentito parlare o letto sui giornali.
Per quel che riguarda invece la valutazione di questa forma contrattuale di lavoro, la ricerca ha messo in evidenza che il 19% del campione è composto da critici, che rigettano totalmente l’idea stessa del lavoro temporaneo, del quale denunciano molti punti di debolezza: dalla precarietà alla libertà di licenziamento, dall’indebolimento dei sindacati, addirittura sino allo sfruttamento del lavoratore.
Un altro 14% del campione è costituito da coloro che il sondaggio definisce i "semicritici", e che nella maggioranza sono anziani, di reddito scarso, con titolo di studio di basso livello. Essi mettono in stato di accusa quelli che definiscono gli svantaggi del lavoro temporaneo, pur riconoscendogli un grande merito, e cioè il suo contributo alla riduzione della disoccupazione, soprattutto di quella giovanile.
Il 67% degli intervistati appare invece favorevole, ma anche tra essi ci sono due diverse scuole di pensiero. Un 31% si dichiara infatti entusiasta, ravvisando solo vantaggi nel lavoro interinale: sono soprattutto i più giovani, visto che la loro età va dai 14 sino ai 24 anni e i datori di lavoro, specie quelli che fanno impresa nelle regioni del Nord Italia. Il rimanente 36% è più cauto: si tratta anzitutto di persone che risiedono al sud e nei capoluoghi di provincia, di laureati e dei restanti datori di lavoro, i quali, pur dichiarandosi favorevoli al lavoro interinale, non nascondono le loro perplessità e qualche preoccupazione relativamente ai rischi di scarsa qualità di talune agenzie, di non piena trasparenza, e di demotivazione dei lavoratori nel lungo periodo.
(m.d.p.)