La politica ritorna nelle mani delle donne

07/03/2011

Il fiocco rosa simbolo dell’8 marzo 2011 festeggia il ritorno delle donne alla politica. Almeno a giudicare da quello che si sente in giro, non c’è assemblea o comitato dove non si senta, dopo il 13 febbraio, la frase «facciamo come le donne».Oa giudicare dai testi inviati al sito «Se non ora quando», piattaforma alle mobilitazioni cittadine. Politica intesa come problemi che aspettano soluzione, ingiustizie, discriminazioni, politica intesa come simboli («dobbiamo far
rinascere l’Italia», proclama il comitato «se non ora quando») o come ribellione alla rappresentazione femminile nei media. Politica come autonomia e pluralità di soggetti che riconoscono la propria storia. Sociale. Le donne di Foggia hanno scelto Candelaro, uno di quei quartieri popolari che sembrano terra di nessuno e sono brodo di cultura della criminalità organizzata. Anche a Pescara «Se non ora quando?», chiedono le donne, «Adesso» è la risposta. Il sesso e il lavoro. «Bologna è città commissariata per vicende di sesso/ potere/denaro. A Bologna si uccidono e si fa violenza a donne. A Bologna c’è un Centro di identificazione ed espulsione. A Bologna i nodi del reddito, del lavoro e del precariato riguardano moltissime donne», scrivono le bolognesi ricordando anche le rivolte in Egitto, Tunisia, Libia. E a Gela: «Le donne sono il 60% dei laureati, ma solo il 46% di chi lavora e guadagnano il 9% in meno degli uomini a parità di lavoro». Susanna Camusso, primo segretario donna della Cgil eletta nell’anno del centenario della Festa, fa riferimento alla mobilitazione «per la dignità delle donne» del 13 febbraio, «una cosa molto importante», ora bisogna «articolare quelle parole, declinando la dignità anche come lavoro, cittadinanza, funzionamento del Paese». Come fossi una bambola. Le fiorentine puntano il dito contro pubblicità e media: «Non è da oggi che ci dipingono come manichini muti, prive di intelligenza e personalità, disposte a farci spogliare e manipolare». Riprendiamoci la notte. A Roma le molte iniziative che si svilupperanno dal mattino vedranno un momento corale a piazza Vittorio dalle 16, con performance su lavoro, sport, danza. La sera all’Ambra Iovinelli lo spettacolo Libere di Cristina Comecini (che sarà anche proiettato in molte città).Maci sarà anche un corteo notturno (ore 18 alla Bocca della Verità) dagli stessi collettivi che il 13 sono andati a Montecitorio per «restituire al mittente le leggi contro le donne fatte da centro destra e centro sinistra: le dimissioni in bianco, il collegato lavoro, la legge 40 , l’innalzamento dell’età pensionabile, il pacchetto sicurezza ». Non si fa distinzione fra donne per bene e donne per male: «Vogliamo riappropriarci delle strade, della notte e delle nostre relazioni: rivendichiamo diritti, welfare e autodeterminazione». Nelle istituzioni. C’è anche un 8 marzo delle istituzioni, il presidente Napolitano dedica la mattina alla «riflessione sulla condizione femminile ». Al Senato sono in calendario per martedì le quote rosa nei CdA, le norme in favore dei figli delle madri detenute e la mozione (prima firmataria Vittoria Franco) per sensibilizzare le radio-tv pubbliche al rispetto delle diversità di genere. Sulle quote rosa nei CdA si va verso un accordo, dopo che il Pdl al Senato aveva bloccato tutto suscitando la rivolta delle donne per una legge che presentata e votata alla Camera dai due schieramenti