La politica del posto fisso

13/03/2006
    sabato 11 marzo 2006

    Pagina 7 -Capitale/Lavoro

      LEGGE 30

        La politica del posto fisso

          Caso Bofrost: il call center �precario� diventa l’eccezione

            P. A.
            Sul manifesto dell’otto marzo abbiamo pubblicato una storia che ci � stata raccontata e che era gi� circolata su Internet nei giorni precedenti, perch� ne aveva parlato il sito di informazione e controinformazione www.contrappunti.info. La storia � semplice: uno dei capi-area della Bofrost, la multinazionale tedesca specializzata nei prodotti surgelati a domicilio, avrebbe detto ai ragazzi di un call center che c’� da augurarsi la vittoria del centrodestra per poter permettere nuovi contratti con la legge 30. Se vincesse la sinistra – almeno cos� ci � stato raccontato il dialogo – la legge 30 sarebbe abolita e quindi molti ragazzi non sarebbero pi� assunti o perderebbero il lavoro.

              Abbiamo poi parlato con vari sindacalisti e abbiamo cercato di approfondire la questione, non tanto dal punto di vista del costume politico, ma da quello dei rapporti di lavoro: � evidente infatti che una cosa � la campagna elettorale, che ha i suoi strumenti e i suoi luoghi, altra cosa sono i rapporti di lavoro regolati dalle leggi. La notizia, come era ovvio, ha suscitato reazioni e polemiche, ma soprattutto la smentita della stessa Bofrost Italia, che nega l’utilizzo strumentale delle nuove leggi che regolano il mercato del lavoro. La Bofrost, al contrario, si vanta di essere un caso abbastanza unico nel panorama italiano. E’ l’azienda, dicono i dirigenti e i responsabili del gruppo in Italia, che ha adottato la politica dell’assunzione a tempo indeterminato. L’azienda del posto fisso.

                Vediamo dunque come stanno le cose. Il gruppo Bofrost Italia spa, ha due controllate, la Bofrost Distribuzione Italia spa e la Overtel srl. In tutto ci sono 2100 dipendenti, tra cui 1000 venditori e 600 operatrici telefoniche. Sono tutti assunti regolarmente con contratti a tempo indeterminato e inquadrati nel settore di competenza, ovvero il commercio.

                  L’azienda ci dice anche – per completezza di informazione – che una delle societ� del gruppo gestisce anche un piccolo call center con 40 operatori telefonici assunti con contratto a progetto per la gestione di una particolare campagna promozionale. Nel gruppo Bofrost Italia si tratta per� di una eccezione, visto che tutto il resto del lavoro � inquadrato con contratti a tempo indeterminato, in una proporzione (tra lavoro a tempo indeterminato e lavoro a tempo) che risulta effettivamente pi� alto che in moltissime altre realt� (oggi purtroppo la stragrande maggioranza).

                    E’ vero che le cose stanno cos� e che ci sono buone relazioni sindacali nel gruppo? �E’ vero che da dieci anni c’� un buon livello di contrattazione alla Bofrost – risponde Piero Marconi della segreteria nazionale della Filcams Cgil – ed � anche vero che tutti i dipendenti di Bofrost Italia hanno contratti regolari a tempo indeterminato, mentre l’azienda propone al mercato un prodotto di qualit�. Il sindacalista ci spiega che non esistono isole separate e che anche alla Bofrost si sentono comunque gli effetti della crisi economica generale. Per questo � annunciato per luned� un incontro tra azienda e sindacati. Ma questo � un altro discorso.