La polemica sulle “gabbie”

19/03/2004

19 marzo 2004

D’Alema e i diritti
dei lavoratori
La polemica sulle "gabbie"
Vuole affermare il primato della politica sul sociale». Risponde con un tono liquidatorio Paolo Nerozzi, della segreteria nazionale della Cgil alla boutade di D’Alema sul modello contrattuale. Il presidente dei Ds è, da questo punto di vista, una "vecchia conoscenza" del sindacato. Dall’epoca di Cofferati le sue offensive sono andate tutte in una stessa direzione: attacco ai diritti e alle tutele consolidate. E anche questa volta non si smentisce. Fortunatamente, la sinistra dei Ds dice di no.

All’ordine del giorno c’è la discussione sul "bilanciamento" tra contratto nazionale e contratti locali. il gradino immediatamente precedente alle gabbie salariali. Un passaggio che potrebbe ricevere una svolta a maggio, con l’insediamento definitivo di Montezemolo alla guida della Confindustria. Prima di quella data la Cgil terrà, ad aprile, la sua conferenza d’organizzazione.

E il "baffetto" non ha certo l’aria di lasciarsi scappare questa occasione. Pochi giorni fa, in occasione della presentazione del libro di Mimmo Carrieri, "Sindacato in bilico", fece capire senza troppi giri di parole che il futuro del contratto nazionale è segnato. E che per compensare occorre dare più peso ai contratti locali. Una tesi molto cara a Pezzotta e alla Margherita.

La presenza di Epifani non gli consentì una eccessiva disinvoltura. Ma è chiaro che quella resta una partita aperta. Ed ha implicazioni politiche e sindacali fortissime. «Bisogna costruire una più efficace negoziazione a ridosso dei luoghi di lavoro – è la tesi del presidente dei Ds -. E’ questo il punto aperto su cui ci si interroga». Vietato pronunciare la parola "gabbie salariali", ovviamente. Ma il concetto espresso da D’Alema gli va molto vicino. La sensazione tra i sindacalisti è che D’Alema stia facendo un po’ di pasticci. Fu proprio con il governo di centrosinistra da lui presieduto che si perse l’occasione di una politica fiscale "vicina" alle buste paga dei lavoratori.

D’Alema, da una parte riconosce che c’è un problema salariale (buon ultimo, ndr), ma dall’altra fa di questo la base per un indebolimento al contratto nazionale. L’esempio è sotto gli occhi di tutti: il contrato del commercio.

Fa. Seba.