La piazza sindacale sfida il terrorismo

28/03/2002





Tutte le sigle (anche l’Ugl) alle fiaccolate contro le Br – I segretari di Cgil, Cisl e Uil a Piazza Navona: dall’Esecutivo tesi calunniose

La piazza sindacale sfida il terrorismo

Cofferati al premier: il confronto solo dopo lo stralcio dell’art. 18 – Pezzotta: pronti a sederci a un tavolo, ma dipende dai contenuti

ROMA – Ferma e civile risposta del sindacato confederale, dalla Cgil all’Ugl, al terrorismo che è tornato a insanguinare il Paese. Ieri in tutte le maggiori città italiane ci sono state fiaccolate e cortei per onorare il ricordo di Marco Biagi e per riaffermare la volontà di lottare contro ogni forma di terrorismo. A Roma un comizio a Piazza Navona dei segretari generali di Cgil, Cisl e Uil ha chiuso la manifestazione più importante, alla quale, secondo gli organizzatori hanno preso parte centomila persone. Nei loro discorsi Sergio Cofferati, Savino Pezzotta e Luigi Angeletti hanno sbarrato la strada alla violenza eversiva dei terroristi che sparano per impedire il dialogo sociale, ma hanno ugualmente riaffermato la piena legalità del diritto a dissentire anche nei confronti delle istituzioni quando non esista univocità di giudizi. «Nessuno si illuda di piegarci», è stata questa l’affermazione gridata con più forza da tutti e tre i leader sindacali. L’attacco contro il sindacato, hanno detto, è stato molto preciso stavolta, ancora più che in altri momenti, ma questo non significherà mai una resa o un abbassamento delle difese, che al contrario il sindacato continuerà a tenere sempre alte, perché è questo il senso profondo della loro esistenza. Poi ciascuno dei tre sindacalisti ha esposto le sue ragioni, le sue urgenze, ma la condanna della violenza e la fredda determinazione a non cedere mai li ha accomunati. «È compito di tutti – ha detto Cofferati – difendere dalla follia del terrorismo la democrazia perché questa è un bene di tutti e ciascuno deve fare la sua parte». Il sindacato italiano è sempre stato nel mirino del terrorismo, ha ricordato Pezzotta, «e adesso che il terrorismo tenta di insinuarsi nel conflitto sociale, che è fisiologico e che per questo non può essere strumentalizzato, la risposta del sindacato sarà ancora più ferma». «Il terrorismo – ha detto Angeletti – rappresenta una piaga, un tumore della società, ma ha trovato sempre nel sindacato un baluardo a difesa della democrazia. È stato il sindacato – ha aggiunto – che ha determinato la sua sconfitta». Ma il sindacato ha tenuto anche a sottolineare l’incongruenza degli attacchi di cui è stato oggetto, proprio da esponenti dell’Esecutivo. «Si dice – ha detto Angeletti – che le manifestazioni, gli scioperi, gli scioperi generali possano determinare un humus in cui gli assassini abbiano un senso, che le lotte sociali rappresentino per il terrorismo un varco: un messaggio inquietante, antidemocratico, un’idea folle frutto di scarsa cultura democratica». Nessuno, ha affermato Pezzotta, «ha il diritto di insinuare sospetti velenosi, di accentuare le tensioni, il Governo mostri senso della misura e della responsabilità». Cofferati, riferendosi a questi attacchi, ha sostenuto che quella difesa dagli esponenti del Governo «non è solo una tesi priva di fondamento, è un’inaccettabile tentativo di demonizzare la libertà di critica e la normale dialettica sociale. Come è inaccettabile accostare funzioni della magistratura, iniziative della piazza e follia terroristica». Il segretario della Cgil ha aggiunto che la via per ripristinare «la cornice di normalità dei rapporti sociali» che il terrorismo vuole distruggere o quanto meno alterare è necessario che «i sindacati confermino le loro valutazioni di merito, anche le più delicate, e se non c’è condivisione è importante che il messaggio del sindacato sia chiaro ed esplicito». Più collaborativo forse Pezzotta che ha insistito con il Governo perché «siano tolti di mezzo gli impedimenti al dialogo, le pregiudiziali che altri hanno posto sul tavolo impedendolo. Occorre gestire le tutele – ha detto – mantenere garanzie di dignità, perché non è possibile monetizzare sempre tutto». Fermo il rifiuto del sospetto di non aver esternato delle circostanze forse utili a chi lotta contro il terrorismo. I tre leader unanimemente hanno riaffermato che è assurdo pensare che il sindacato non collabori pienamente con chi deve per combattere violenza ed eversione. Ma, hanno aggiunto, solo a inquirenti e forze dell’ordine verrebbero portati eventuali elementi utili alle indagini, qualora il sindacato ne venisse a conoscenza. «Di queste cose – ha detto Cofferati – non tratteremo con Governo o altri».
Massimo Mascini

Decine di manifestazioni in tutto il Paese, i leader a Roma
Fiaccolate per dire «no» al terrorismo e per ricordare Marco Biagi si sono svolte ieri in molte città italiane. Alle manifestazioni promosse da Cgil, Cisl e Uil hanno partecipato anche istituzioni locali ed esponenti politici di schieramenti opposti. A Roma la fiaccolata principale con i leader sindacali Cofferati, Pezzotta e Angeletti, a fianco del sindaco Veltroni. Dal Campidoglio a Piazza Navona (nella foto), secondo gli organizzatori, hanno sfilato oltre 100 mila persone. Oltre 10mila si sono riunite a Milano contro il terrorismo, in 5 mila in piazza anche a Napoli. Fiaccolata silenziosa a Genova dove è stata deposta una corona davanti al monumento del sindacalista Guido Rossa, ucciso dalle Br nel ’79

Giovedí 28 Marzo 2002