La piazza Fiom fa litigare Epifani e Bonanni

18/10/2010

«Il leader cisl non si intrometta». La replica: hai taciuto sulle violenze a noi. Il Pdl critica l’appoggio pd
ROMA — Massimo D’Alema si compiace per la «grande manifestazione», critica gli slogan contro Cisl e Uil ma anche i toni di queste ultime contro la Cgil e si dice «preoccupato» per le divisioni del mondo sindacale. Preoccupazione che viene confermata dal duro scontro che si apre tra il segretario della Cgil Guglielmo Epifani e quello della Cisl Raffaele Bonanni.

Epifani non ha gradito la lettura dei giornali: «È buon costume attendere almeno 24 ore per commentare le manifestazioni degli altri. Su quella di piazza del Popolo, la Cgil ha mantenuto un rispettoso silenzio». Epifani va oltre: «La manifestazione di ieri è stata grande, pacifica e non violenta: non è andata come pensava Bonanni. Il quale può criticare quanto vuole ma non può intromettersi nelle nostre scelte interne. Né penso che sia utile che la Cgil attenda un nuovo segretario Cisl per riaprire un discorso unitario tra le organizzazioni sindacali». Riferimento all’intervista al Corriere di Bonanni, nella quale ha fatto un’apertura di credito a Susanna Camusso, che dal 3 novembre assumerà la guida della Cgil.
Bonanni ribatte: «È scandaloso che al posto di buttare acqua sul fuoco, si possa buttare anche benzina. Così come è scandaloso che una manifestazione sindacale ospiti cartelli ingiuriosi e inviti alla violenza». Poi aggiunge: «È la Fiom che demonizza gli altri, ogni qualvolta non è d’accordo». Al leader della Cisl non era andata giù neanche la condanna dei blitz nelle sedi sindacali, fatta con «linguaggio ambiguo» da Epifani, «oscillante tra Caino e Ponzio Pilato». Anche Giorgio Santini, segretario Cisl, conferma: «Ci saremmo aspettati da Epifani una presa di distanza netta, che non c’è stata».
Ma la manifestazione della Fiom è anche l’occasione per uno scontro politico. Massimo D’Alema concorda con la posizione del segretario: «È stata una grande e importante manifestazione. Fare polemiche sulla partecipazione o meno di un partito è da cretini, partecipano le persone. Andandoci si dimostra attenzione: non si criminalizza un sindacato né si sposano le sue tesi». Per D’Alema «non è un fatto positivo che si gridi contro altri dirigenti sindacali», però è altrettanto vero che «Cisl e Uil hanno sbagliato i toni contro la Cgil e dato un credito ingiustificato al governo».
Contro Fiom e Pd si scaglia invece il centrodestra. Per il ministro Renato Brunetta, il sindacato «chiedeva la luna, a prescindere, come direbbe Totò». Per il collega Andrea Ronchi, «ipotizzare lo sciopero generale è gravissimo». E Fabrizio Cicchitto invita l’imprenditore pd Matteo Colaninno a rileggersi Giorgio Amendola: «Non aveva complessi di inferiorità nei confronti degli estremisti e dei massimalisti».
L’obiettivo del Pdl è anche far notare l’avvicinamento del Pd alle posizioni della sinistra, avvicinamento stigmatizzato anche dai pd Giorgio Merlo e Enrico Farinone. In casa pd non si placano le polemiche. A Francesco Boccia — che ha contestato le «cariatidi politiche», pur ribadendo che «le ragioni dei lavoratori sono sacre» —, risponde Michele Meta: «La smetta con polemiche sterili e pretestuose. Il Pd non sarà mai ospite nei luoghi dove si difende il diritto al lavoro». Il governatore toscano Enrico Rossi si chiede: «Per quanto tempo ancora il Pd potrà permettersi di non schierarsi? Dovevamo aderire a entrambe le manifestazioni, Cgil e Cisl-Uil». E Marco Follini aggiunge: «Il Pd è un partito tricolore: non può essere, né sembrare, un tripudio di bandiere rosse».