La piaga del lavoro minorile

13/06/2003


13 Giugno 2003



      La piaga del lavoro minorile

      L’Oil – Organizzazione internazionale del lavoro, agenzia Onu – ha preesentato ieri a Roma i dati sullo sfruttamento del lavoro dei minori. Nel corso dell’incontro, indetto per presentare l’iniziativa «Cartellino rosso al lavoro minorile», con il coinvolgimento dell’Atac, si è potuto apprendere che 246 milioni di bambini, uno su sei, nel mondo, è costretto a lavorare. 73 milioni hanno meno di 10 anni. Nessun paese ne è immune: si stimano in 2,5 milioni i bambini che lavorano nei paesi viluppati e in 2,5 milioni quelli che lavorano nei paesi «in transizione», come gli Stati dell’ex Unione sovietica.
      Muoiono ogni anno 22 000 bambini a causa di incidenti sul lavoro.
      La maggior parte – circa 127 milioni – dei minori di 14 anni costretti a lavorare, vive nella regione dell’Asia e del Pacifico. La proporzione più alta di bambini costretti a lavorare si osserva in Africa subsahariana, dove lavora quasi un terzo – 48 milioni – dei bambini di età inferiore ai 14 anni. Nel mondo, la maggior parte dei bambini che lavorano sono impiegati nel settore informale dove non sono tutelati da nessuna protezione legale o regolamentare: 8,4 milioni di bambini sono nella trappola della schiavitù, del traffico di esseri umani, dell’asservimento dei figli per ripagare i debiti, della prostituzione, della pornografia o altre attività illecite. Fra questi ultimi, sono 1,2 milioni i bambini vittime del traffico di esseri umani.