La pausa pipì in fabbrica con il gettone a tempo

07/09/2010

BERGAMO — Pausa in fabbrica con il gettone. Debutta alla Eutron di Pradalunga (Bergamo) un nuovo sistema di controllo delle pause dei dipendenti. Da oggi i 190 lavoratori dell’azienda specializzata nella produzione di schede elettroniche, per lasciare momentaneamente il loro posto durante l’orario di lavoro dovranno andare dal responsabile di reparto e chiedere un gettone da restituire alla fine della pausa.
Un sistema, annunciato ieri mattina direttamente ai dipendenti, a voce e senza alcun ordine di servizio scritto, senza passare dalla Rsu, che dovrebbe consentire di tenere sotto controllo il tempo impiegato dal dipendente per andare in bagno, a fumare o a prendersi un caffè. Immediata la reazione del sindacato, che ha proclamato per oggi due ore di sciopero per ogni turno.
Dicono in fabbrica che sino a un anno fa le relazioni con l’azienda (chef a parte del gruppo tessile Itema di Palmiro Radici) erano ottime, ma che poi, con il cambio della dirigenza, tutto è cambiato e — come sostiene Severino Masserini della Cgil — è stata imboccata la strada dell’imposizione e del controllo. «Ci dispiace — dice il sindacalista — che sia venuto meno un rapporto con i dipendenti basato sulla fiducia e l’onestà». E sì che alla Eutron le cose non vanno neppure male, anzi.
A dicembre scorso, azienda e lavoratori avevano raggiunto un accordo con cui erano previsti 40 esuberi e 12 mesi di cassa integrazione straordinaria per 95 dipendenti a causa del calo di commesse da part e di altre due aziende del gruppo. Poi all’improvviso gli ordini sono tornati, così la cassa non è stata usata e adesso la Eutron non riesce a soddisfare i carichi di lavoro, tanto che si renderà necessario lavorare anche il sabato.
«Il cambio di atteggiamento dell’azienda è immotivato», spiega Masserini. «Qui si tende a scavalcare il sindacato in ogni decisione. I dirigenti hanno cominciato nei mesi scorsi a girare per i reparti chiedendo ai lavoratori di fare il turno 6 per 6, cioè sei ore al giorno per sei giorni, e poi si sono presentati alla Rsu dicendo che i dipendenti erano già d’accordo, saltando così ogni trattativa».
La verità, dicono in fabbrica, è che c’è stato un giro di vite per ridurre gli accordi del passato e forzare la mano sulla flessibilità.
In serata, il capo del personale della Eutron, Bruno Valsecchi, cerca di gettare acqua sul fuoco. «È tutto un equivoco. Si è trattato — dice — dell’iniziativa di una responsabile di reparto, irritata per le troppe pause dei fumatori, di cui io non ero a conoscenza. Il provvedimento è già stato sospeso e domani mattina (oggi, ndr) incontrerò la Rsu per chiudere la questione. Certo — aggiunge Valsecchi — se ci fosse più rispetto da entrambe le parti, si potrebbe evitare di arrivare a questi punti».