La partita pensioni si gioca sulla decontribuzione

21/02/2002





La partita pensioni si gioca sulla decontribuzione
M.Rog.
ROMA – Decontribuzione, fondi pensione ed eventuale estensione del metodo contributivo a tutti i lavoratori. Sono questi i tre principali nodi della delega previdenziale al centro del confronto tra Governo e sindacati, ma anche tra gli stessi confederali. L’esame della delega � stato da poco avviato dalla commissione Lavoro della Camera con un iter, almeno per il momento, "rallentato". Una decisione presa dalla commissione proprio per tentare di favorire la prosecuzione del dialogo tra l’Esecutivo e Cgil, Cisl e Uil. Che in modo compatto si dichiarano contrarie al taglio di 3-5 punti dei contributi sui lavoratori neo-assunti a tempo indeterminato. Ma con alcuni distinguo. La Cisl, ad esempio, si � sempre dichiarata disponibile a discutere di soluzioni "alternative" e si � anche detta pronta a dare il via libera a un taglio pi� marcatamente fiscale che contributivo. Una disponibilit� che potrebbe indurre alcuni esponenti della maggioranza in Parlamento a tentare di correggere leggermente il meccanismo messo a punto dal Governo e provare una mediazione. Anche se la Cgil ha ribadito a pi� riprese di essere contraria a qualsiasi forma di decontribuzione perch� penalizzerebbe le pensioni pubbliche dei pi� giovani. Pi� marcata � la distanza tra i confederali sull’eventuale estensione a tutti i lavoratori del metodo contributivo. L’attuale versione della delega non prevede questa misura. E il ministro del Welfare, Roberto Maroni, ha lasciato intendere pi� volte di non considerarla indispensabile. Ma all’interno della commissione lavoro della Camera sono in molti, anche nella maggioranza, a pensare che una riflessione sull’opportunit� di questo intervento di natura strutturale potrebbe essere necessaria. E anche il Governo potrebbe decidere di utilizzarlo nella partita che si sta giocando con i sindacati. Anche perch� questo intervento � visto con favore dalla Cgil, ma osteggiato duramente da Cisl e Uil. Che continuano a considerarlo assolutamente inopportuno. Un altro terreno su cui il Governo potrebbe tentare una mediazione � quello dei fondi pensione. La delega, oltre alla destinazione di tutto il Tfr "futuro" ai fondi, prevede una parit� di trattamento tra le varie forme integrative e non concede una vera corsia preferenziale ai fondi chiusi. Corsia preferenziale, quest’ultima, che viene invece chiesta a gran voce dai sindacati. Della partita potrebbe tornare a fare parte anche l’uso del Tfr. In Parlamento l’opposizione � pronta a battersi per introdurre il meccanismo del "silenzio-assenso", che in fase di trattativa prima della stesura della delega era stato prospettato anche dal ministero del Welfare. Un meccanismo gradito anche alla Cgil e, forse, alla Uil. Appare molto pi� difficile, invece, che il Governo possa fare passi indietro sul dispositivo che regola gli incentivi per rinviare i pensionamenti di anzianit�. Per usufruire del bonus l’attuale versione della delega prevede la cessazione del contatto di lavoro originario e la stipula di un nuovo contratto a termine. Una soluzione che compattamente Cgil, Cisl e Uil contestano chiedendo che venga soppressa. Tutta da giocare poi � la partita sul riordino degli enti previdenziali. Il testo inviato dal Governo in Parlamento prevede una delega "generica" con pochissimi "paletti" di riferimento. I sindacati nelle scorse settimane avevano chiesto al Governo di prorogare di almeno altri dodici mesi la riforma degli enti e sono pronti a rinnovare la richiesta.

Gioved� 21 Febbraio 2002