La pace rinsalda Cgil, Cisl e Uil

07/04/2003



            Sabato 05 Aprile 2003
            I SINDACATI – Il documento unitario


            La pace rinsalda Cgil, Cisl e Uil


            ROMA – Alla fine ce l’hanno fatta a non riprodurre le divisioni della politica. Cgil, Cisl e Uil sulla guerra sono riuscite a trovare, ieri a Milano, una posizione unitaria che è riuscita a far dimenticare anche le parole di Luigi Angeletti. Il leader della Uil, in un intervento dei giorni scorsi, aveva espresso un giudizio di legittimità sul conflitto in corso di cui, ovviamente, non c’è alcuna traccia nel documento unitario di ieri. C’è voluta davvero la volontà di mantenere unito il sindacato sul valore della pace, visti gli sforzi di mediazione. Passa la linea della Cisl e della Uil per cui Saddam va cacciato, passa anche quella della Cgil per cui la guerra non solo non può risolvere le crisi internazionali ma neppure «è lo strumento efficace di lotta al terrorisimo che, anzi, rischia di trovare in essa nuove motivazioni». Insomma, il conflitto resta illegittimo e il ruolo dell’Onu va riscoperto e rafforzato. «Fermare la guerra, disarmare il regime, allontanare e incriminare Saddam presso il tribunale penale internazionale. Questi obiettivi – si legge nel comunicato unitario dei sindacati – dovevano e devono essere raggiunti senza la guerra con gli strumenti della politica, dando autorità e fiducia all’Onu». Si passa sopra le polemiche sulla durata della guerra, sui diversi pacifismi, sui «nè, nè» ma le tre confederazioni non rinunciano a volare alto in uno sforzo che forse non compete al sindacato. E così, nel documento, ci si rammarica per le spaccature dell’Unione europea, si esprime preoccupazione per l’irrisolto problema palestinese e sui pericoli di instabilità dell’area anche dopo il conflitto. Fortunatamente c’è anche qualcosa di concreto: Cgil, Cisl e Uil, mettono in campo un’iniziativa invitando i lavoratori a devolvere un’ora del loro salario per far fronte alla «tragedia umanitaria». C’è poi la conferma di celebrare il primo maggio ad Assisi. «Abbiamo raggiunto una posizione unitaria sulla pace – ha detto il leader Cisl, Savino Pezzotta sottolineando un risultato che fino a l’altro ieri sembrava incerto – riconfermando alcune indicazioni sul nostro no alla guerra e di mettere fine al regime di Saddam Hussein di cui è giusto si occupino i tribunali internazionali». Per Luigi Angeletti si è arrivati a «una posizione equilibrata che rappresenta il punto di vista della stragrande maggioranza dei nostri associati». Anche il suo? Il segretario generale della Cgil, invece, ricorda tutte le sedi internazionali che ora devono essere attivate per «ripristinare la legalità internazionale». La Cgil dice sì anche alle pressioni di Cisl e Uil sul «cacciare Saddam», su cui il sindacato di Epifani era piuttosto perplesso. «Bisogna incriminare Saddam per i crimini commessi» ma, sottolinea Epifani «con gli strumenti della legalità internazionale, dell’Onu, e del Tribunale penale internazionale» e, alla convenzione dei Ds si è augurato che il «conflitto finisca presto». Riesce così ad ad archiviare la polemica sul «nè, nè». Ieri i sindacati hanno valutato l’impatto che la guerra avrà sulla crescita del Paese nel 2003. «Non sarà molto superiore allo zero», ha detto Epifani spiegando che le stime di crescita «al massimo dell’1%» per l’area euro ribadite dalla Bce «dipendono dalla durata della guerra». Insolitamente pessimista Savino Pezzotta che teme addirittura un inizio di recessione: «La situazione è molto, molto delicata. Del resto, avevamo detto che la guerra, sommata a una congiuntura internazionale debole, avrebbe portato ad un rallentamento o a un avvio di recessione, oggi, ne abbiamo le prove: sia per i dati sull’aumento dell’inflazione sia perchè il Governo pensa di ridurre le stime di crescita».
            LINA PALMERINI