La nuova era di Club Med

02/02/2007
    venerdì 2 febbraio 2007

    Pagina 22 – Turismo

      Giorgio Palmucci, d.g. Italia: entro il 2009 saranno 12 i villaggi nella Penisola.

        La nuova era di Club Med

          Con il cambio di target e i servizi di alto livello

            di Giorgio Bertoni

              Ci sono voluti quattro anni, ma alla fine gli sforzi di Club Méditerranée sono stati premiati. Il 2006 si è chiuso infatti con un forte incremento del fatturato a quasi 1,7 miliardi di euro (+6% sul 2005), con un utile di 5 milioni, dopo il pareggio del 2005 e ancora una forte perdita nel 2004. Club Med ha subito le conseguenze dell’11 settembre, cui si sono aggiunti, con cadenza impressionante, tsunami, uragani vari sparsi per il mondo, Sars. Questa crisi, comune a tutto il mondo del turismo, ha portato però a una profonda revisione della strategia operativa, a un deciso riposizionamento sulla fascia alta di mercato e a un’offerta decisamente più competitiva, sotto la guida del presidente Henri Giscard d’Estaing.

              ´Il lavoro è ben lontano dalla conclusione’, spiega però a ItaliaOggi Giorgio Palmucci, direttore generale per l’Italia e per i Balcani, ´è stata avviata una profonda riflessione sulla tipologia di clienti che Club Med intende ospitare. Forte di una serie di indagini svolte a livello mondiale, il gruppo ha deciso di riposizionare la propria offerta sulla fascia medio-alta e ha profondamente rivisto la struttura dei suoi villaggi’.

                Non più aree marine caratterizzate dalle semplici capanne delle origini (e che per tanto tempo hanno fatto la fortuna di Club Med e sono state il benchmark per tutta la concorrenza), ma strutture assai più sofisticate, dove il cliente abbia tutti i comfort. Gli stessi servizi forniti sono mutati: non più la vacanza con obbligo dell’azione continua (corsi di sport, animazione, divertimento a tutti i costi), ma offerte soft, volontaristiche, animazione più meditata e di qualità, pacchetti personalizzati.

                  Il cambio di pelle ha registrato forti investimenti, ma ora sta pagando. Dei 120 villaggi di sei-sette anni fa, il gruppo, dopo l’11 settembre, ne ha chiusi 50, perché di difficile recupero ai nuovi standard; gli altri hanno subito un totale restyling e ora sono tutti a tre o quattro tridenti (le stelle dell’universo Club Med); altri ancora (20 per l’esattezza) sono stati costruiti ex novo e il piano di espansione continua.

                    ´L’Italia’, continua Palmucci, ´è inserita in pieno in questo progetto di ampio respiro. Non dimentichiamo che quello italiano è un mercato strategico per il gruppo e si colloca subito dietro a quello francese e a quello nordamericano; ora è alla pari con quello di lingua cinese’.

                      L’Italia è, infatti, al centro dell’offerta, sia per il mercato domestico sia per l’incoming. Sono due i villaggi neve, a Sestrière e a Cervinia, mentre quattro coprono l’offerta mare (Ca’ Marina a Ragusa, Otranto, Metaponto, Pizzo Calabro). Altri due, Cefalù e Caprera, sono in ristrutturazione e apriranno, rispettivamente, nel 2008 e nel 2009. ´Ma stiamo valutando anche alcuni dossier per nuovi insediamenti, soprattutto al Sud’, sottolinea Palmucci. Sotto esame ci sono due località di montagna e due-tre al mare, nel Mezzogiorno, che, entro il 2009, porteranno il totale delle strutture italiane a 12 unità. Un villaggio sorgerà anche nella vicina Albania.

                        Club Med guarda anche alla maggiore occupazione delle sue strutture, anche quelle marine. ´Là dove è possibile’, conferma il direttore generale, ´proponiamo una fruizione più lunga dei nostri villaggi, diversificando l’offerta, per esempio aprendo alle convention e ai congressi, al turismo culturale o gastronomico, al wellness. I nostri villaggi non sono più un mondo dorato, ma chiuso in se stesso: ora si aprono al territorio e lo propongono agli ospiti con molte opportunità di gite e di visite guidate’.

                          Insomma, vacanze a tutto campo e non solo mare (neve), sole e tanta libertà. Dopo i suoi primi 50 anni, Club Med cambia registro, mantenendo però salde le proprie radici di servizio. Alla boa del mezzo secolo, il gruppo cresce e diventa più adulto. E il suo appeal torna a piacere, ai quattro angoli del mondo. (riproduzione riservata)