La nautica è a rischio

26/03/2003

ItaliaOggi (Turismo)
Numero
072, pag. 14 del 26/3/2003
di Antonella Gorret


Il presidente di Confturismo, Bocca, contro il ddl n. 1956.

La nautica è a rischio

No a concessioni demaniali di sei anni

Turismo nautico a rischio. Il grido d’allarme è di Bernabò Bocca, presidente di Confturismo, all’indomani dell’approvazione da parte dell’VIII commissione affari pubblici del senato del disegno di legge n. 1956, contenente ´Disposizioni per il riordino e il rilancio della nautica da diporto e del turismo nautico’. Si tratta del testo unificato delle disposizioni, che disciplinano la navigazione da diporto nelle sue molteplici attività ricreative, sportive, agonistiche, di locazione e noleggio. Un testo che va a integrare e modificare una precedente legge, la n. 50, dell’11 febbraio 1971.

Secondo Bocca si tratta ´di un provvedimento, che rischia di mettere in ulteriore difficoltà le imprese del turismo, che già si trovano ad affronta re un momento estremamente difficile per il settore’.

In particolare, il presidente della confederazione, che fa capo alla Confcommercio e che rappresenta 200 mila imprese, attacca l’articolo 13 del disegno di legge, approvato dall’aula di Montecitorio lo scorso 23 gennaio e ora varato dalla commissione di palazzo Madama, prima di essere portato al voto dell’aula.

´Il provvedimento’, ha continuato Bocca, ´modifica l’attuale durata del regime delle concessioni demaniali marittime, riducendole a sei anni, contro i sei più sei previsti dall’attuale normativa, che resterebbe in vigore per i soli stabilimenti balneari’. Si tratta, secondo Bocca, di una disparità di trattamento che ingenera confusione.

´Di fronte alle tante incertezze che pone il sistema delle concessioni demaniali alle imprese che operano in questo settore e che intendono fare investimenti nella propria azienda’, ha aggiunto il presidente di Confturismo, ´appare inopportuna l’introduzione di ulteriori elementi di confusione e di disparità. Il nostro augurio, pertanto’, ha concluso Bocca, ´è che il provvedimento possa essere modificato in aula a palazzo Madama, rispondendo così alla richiesta delle 200 mila imprese che Confturismo rappresenta’.

Il provvedimento preoccupa, ovviamente, non solo il settore dei servizi ma anche le aziende industriali legate alla cantieristica; tra queste, l’Ucina (Unione nazionale cantieri e industrie nautiche e affini), aderente a Confindustria che aspetta da tempo una revisione dell’attuale normativa e una legge quadro del settore.

Tra le novità introdotte dal provvedimento: l’accentramento dei registri delle unità da diporto (navi e imbarcazioni) alle capitanerie di porto e agli uffici circondariali marittimi, con esclusione degli uffici marittimi minori; la revisione delle sanzioni amministrative per le unità da diporto che si trovano a navigare nella fascia costiera riservata ai bagnanti e l’abrogazione della legge istitutiva della tassa di stazionamento.